COMUNICATO STAMPA
I Giuristi Democratici esprimono piena e convinta solidarietà alle attiviste e agli attivisti del Centro Sociale Pedro di Padova, vittime di un episodio grave di violenza da parte delle forze dell’ordine.
Nella serata del 15 aprile, a seguito dell’assemblea svoltasi al CSO Pedro a Padova sulla costruzione del 25 aprile, quattro militanti del centro sociale sono stati fermati durante un controllo mentre si spostavano in auto. Il fermo si è rapidamente trasformato in un intervento violento, con persone trascinate fuori dal veicolo, immobilizzate a terra e colpite anche mentre erano già bloccate. Alla scena hanno assistito gli attivisti del vicino centro sociale che erano di ritorno dall’assemblea e persone del quartiere che transitavano in zona, che si sono avvicinati per tentare di evitare conseguenze più gravi. La situazione ha portato all’arrivo di numerose volanti, fino a un dispiegamento complessivo particolarmente rilevante.
I quattro attivisti sono stati arrestati e trattenuti in questura per tutta la notte. Il difensore non ha ricevuto notizie fino al mattino successivo, quando è stato convalidato l’arresto e disposto il processo per direttissima. Al termine, i militanti sono stati rimessi in libertà con obbligo di dimora domiciliare dalle 22 alle 7. Alcuni dei fermati hanno riportato lesioni e hanno fatto ricorso a cure mediche.
Quella che emerge è una scena che non può essere normalizzata: un controllo che si trasforma in un pestaggio, persone trascinate fuori da un’auto, immobilizzate e colpite. Non siamo di fronte a un eccesso isolato, ma a una modalità che parla chiaramente di intimidazione e repressione.
Non accettiamo che la violenza istituzionale venga ridotta a incidente o, peggio, a “controllo di routine”. Qui si colpiscono soggettività politiche, si punisce chi prende parola e attraversa lo spazio pubblico. È una dinamica che riconosciamo e denunciamo da tempo: l’uso della forza come strumento ordinario di gestione del conflitto sociale.
Questi fatti si inseriscono in un contesto politico coerente. Al Senato sta procedendo la conversione del decreto sicurezza bis, che tra le altre cose punta a rafforzare strumenti come le cosiddette “zone rosse”. Non è un dettaglio: il controllo di pochi giorni fa avviene proprio in uno spazio di questo tipo. Si consolida così un impianto che, insieme all’azione delle forze dell’ordine, restringe ulteriormente gli spazi di agibilità politica e tratta il dissenso come un problema di ordine pubblico.
Tutto questo accade a ridosso di un’assemblea per l’organizzazione del 25 aprile. Non è una data neutra: è il giorno della liberazione dal fascismo e oggi continua a essere un momento di mobilitazione contro ogni forma di autoritarismo.
La democrazia non si misura nei verbali o nelle sentenze, ma nella possibilità concreta di vivere la propria città senza essere fermati, picchiati o perseguiti. Quando questo viene meno, non si tratta di una distorsione: è una deriva.
Per questo saremo al fianco delle attiviste e degli attivisti colpiti, dentro e fuori le aule di giustizia. Difendere loro significa difendere uno spazio di libertà che riguarda tutte e tutti.
Giuristi Democratici
- Di seguito le immagini video a cura Globalproject.info in cui si vedono gli abusi perpetrati:
- Da Globalproject.info:





