‘Più forti del diritto’ – Invito al convegno di Firenze del 17 ottobre

‘Più forti del diritto’ – Invito al convegno di Firenze del 17 ottobre

Il titolo dell’articolo gioca con quello del libro che costituisce il fulcro del primo segmento del convegno dei Giuristi Democratici sul decesso del diritto internazionale. L’opera ‘Il diritto del più forte’ va letta, se non altro (e non solo ovviamente), per la straordinaria immagine cui il professor Luigi Daniele ci pone di fronte a un certo punto, ricavando due frame storici incisi nella nostra memoria: la foto dei corpi che si lanciano nel vuoto dai grattaceli di Manhattan in fuga dalle fiamme e, vent’anni dopo, la foto dei civili afgani attaccati e cadenti dai carrelli dell’areo statunitense che decolla in fuga di Kabul. Vent’anni tra corpi in caduta che testimoniano il fallimento di un’impostazione strategica che ha declinato ex novo la clausola del diritto a difendersi nella normativa internazionale, e che raggiungerà il suo apice nel biennio 2023 – 2025, con l’agghiacciante complicità occidentale ai crimini israeliani e la fine dello ius in bello (il rispetto minimo delle regole nel conflitto in corso): l’elefante nella stanza.

Chiaro il collegamento che propone il convegno nel suo secondo approdo al diritto penale interno. Appare ormai scontata la verticalizzazione della gerarchia del potere che consegue nelle normative interne degli stati in epoca di guerra. La maggior muscolarità nella repressione del dissenso è peraltro caratteristica evidente del governo italiano, se si considera l’insensato ricorso alla decretazione d’urgenza nel susseguirsi dei famigerati decreti sicurezza Meloni.

Il convegno si chiude con il segmento sulla riforma elettorale, di evidente attualità anche per via dell’azione giudiziaria intrapresa da giuristi su tutto il territorio per promuovere un vaglio di costituzionalità (tra i coordinatori l’avvocato Pietro Adami che sarà a Firenze).

Il punto di chiusura sulla legge elettorale attiene al cruciale argomento della rappresentanza politica sotto il profilo della selezione della classe dirigente che sugella la circolarità dell’incontro fiorentino. Tornando, infatti, al libro del professor Daniele: 8 Febbraio 2021, segretario di stato americano Blinken (presidenza Biden), CNN. Interpellato sull’illegittima annessione israeliana del Golan ‒riconosciuta dal primo governo Trump ‒ risponde: «Leaving aside the legalities …» (tradotto: fottendosene del diritto) «… quel territorio era cruciale per la sicurezza di Israele». Le parole furono poi riprese nel ’23 da Lavrov, ministro degli esteri russo, che affermò come per la Russia vale il medesimo principio per il Donbass. È ancora il maledetto elefante nella stanza. Per questo, in riferimento alla selezione domestica dei nostri rappresentanti, non potrà non tornare alla mente il nostro favoloso ministro degli esteri: quando tutte e tutti noi ci mobilitammo in sostegno della Flotilla, lui, a fronte di violazioni macroscopiche ed innegabili, ci disse di considerare quanto il diritto internazionale conti «fino a un certo punto». E il punto è proprio quello del nostro titolo: si credono (e forse sono) ‘più forti del diritto’. A noi comunità di giuriste e giuristi (e non solo) l’obbligo di sovvertire e ribellarci.

Giuseppe Romano