L’iniziativa del 20 maggio, “Non perdiamola di vista”, ha rappresentato un momento importante di verifica e rilancio del vasto movimento costituzionale emerso attorno alla vittoria referendaria del 23 marzo.
L’incontro ha registrato una partecipazione ampia e qualificata, confermando l’esistenza di un’esigenza diffusa: evitare che l’esperienza referendaria si esaurisca in una parentesi e costruire invece uno spazio stabile di confronto, coordinamento e iniziativa tra associazioni, comitati, giuriste, giuristi e realtà della società civile impegnate nella difesa e nell’attuazione della Costituzione.
Da più interventi è emersa la consapevolezza che, dopo il referendum, il dibattito politico sia rapidamente tornato a concentrarsi quasi esclusivamente sulle dinamiche elettorali e di coalizione, lasciando sullo sfondo le grandi questioni costituzionali e democratiche che avevano animato la mobilitazione popolare. Proprio per questo è stata sottolineata la necessità di mantenere viva un’Agorà costituzionale permanente, capace non soltanto di reagire ai singoli tentativi di alterazione degli equilibri costituzionali, ma anche di sviluppare proposte, elaborazione culturale e capacità di intervento tempestivo.
Si è quindi registrata un’ampia la convergenza delle realtà presenti ‒ dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale all’ANPI, da Salviamo la Costituzione a Libertà e Giustizia, dai Giuristi Democratici al Comitato dei 15 per il NO, dal Tavolo NO AD (Autonomia Differenziata) a numerose altre associazioni e comitati ‒ attorno all’idea di rafforzare il collegamento stabile tra i diversi soggetti dell’impegno costituzionale, valorizzandone differenze, competenze e sensibilità.
Nel corso del dibattito sono stati affrontati numerosi temi: il rafforzamento della democrazia diretta e della partecipazione, la necessità di contrastare il lavoro povero e difendere i diritti sociali, la tutela del Servizio Sanitario Nazionale, il rischio di nuove torsioni in senso maggioritario o personalistico dell’assetto istituzionale, il tema dell’autonomia differenziata e, più in generale, gli effetti ancora avvertiti delle precedenti modifiche costituzionali, a partire dalla riforma del Titolo V della Carta. Più interventi hanno inoltre insistito sull’esigenza di recuperare il rapporto con le giovani generazioni e di costruire strumenti di comunicazione più efficaci, moderni e condivisi.
Particolarmente apprezzata è stata l’idea di dare vita ad una struttura non verticistica. Una rete orizzontale ed aperta, fondata sulla collaborazione tra soggetti diversi, sul confronto e sulla capacità di dare spazio alle diverse voci. In questa prospettiva si è iniziato a discutere anche della creazione di una piattaforma/rivista condivisa destinata a raccogliere materiali, analisi e proposte delle realtà aderenti. Una prima proposta per il nome è “La Carta” ‒ Giornale della società civile per i diritti e la Costituzione.
Interesse ha destato anche l’esperienza recente dei Giuristi Democratici, che hanno raccolto in un volume (“Oltre il Potere”) le loro proposte di riforma su un ampio spettro di temi.
Le conclusioni hanno delineato una serie di tappe per le prossime settimane, con il coinvolgimento in primis delle persone impegnate nella comunicazione e negli uffici stampa delle diverse associazioni, al fine di dare continuità concreta al percorso avviato il 20 maggio.
Ovviamente serve impegno, per costruire uno spazio permanente di confronto costituzionale nella società civile italiana. La speranza è che l’incontro abbia segnato un primo passo significativo verso la costruzione dell’Agorà costituzionale.





