27 e 28 marzo 2026 due positive giornate No Kings – Intervista all’Avv. Cesare Antetomaso dei Giuristi Democratici

27 e 28 marzo 2026 due positive giornate No Kings – Intervista all’Avv. Cesare Antetomaso dei Giuristi Democratici

Fortissima, intensa e oltre le aspettative la partecipazione alle due giornate Together – Contro i re e le loro guerre organizzate da No Kings Italy, in collegamento con le iniziative internazionali tra cui quella negli Usa e a Londra, a cui hanno partecipato anche i Giuristi Democratici.

Venerdì 27 marzo 2026 gremitissimo l’evento culturale e musicale a cui hanno partecipato decine di artiste ed artisti, svoltosi alla Città dell’altra economia a Roma, nonostante il freddo intenso, inatteso per il periodo.

Sabato 28 marzo 2026 centinaia di migliaia di partecipanti, oltre 300.000 per gli organizzatori, al corteo che ha attraversato le strade della capitale arrivando poi a bloccare la tangenziale e a concludersi nei pressi della Stazione Tiburtina.

Nei giorni precedenti alla manifestazione si era fatto di tutto per cercare di criminalizzare preventivamente chi aveva deciso di scendere in piazza, ma il clima di allarme creato non ha fermato migliaia di persone dal raggiungere più determinati che mai Roma per manifestare contro tutti i Re dietro lo striscione “Per un mondo libero dalle guerre”.

La mattina del 28 marzo era iniziata con due episodi allarmanti: la polizia che va nella camera d’albergo dell’europarlamentare Ilaria Salis e un articolo su un importante quotidiano nazionale che racconta di operazioni poco chiare attorno agli avvocati disposti a difendere i diritti dei manifestanti e di chi in generale dissente.

Alla conclusione di queste entusiasmanti due giornate, sabato sera, abbiamo sentito l’avv. Cesare Antetomaso dei Giuristi Democratici di Roma, ecco cosa ci ha raccontato.

INTERVISTA ALL’AVV. CESARE ANTETOMASO

  • Puoi dirci come è andata la manifestazione del 28 marzo?

La giornata è cominciata con l’iniziativa partita dal Colosseo della marcia degli invisibili, migranti che sono partiti dal Colosseo con le coperte termiche che in genere avvolgono i corpi di chi affronta tra mille peripezie lo spostamento in mare dalle coste africane verso l’Italia. Questa manifestazione, anch’essa molto partecipata, si è unita a quella più grande a Piazza della Repubblica.

Da Piazza della Repubblica è partito puntualmente il corteo vero e proprio, perché la gente aveva già riempito lo spazio del concentramento e la fiumana umana doveva dipanarsi attraverso le strade della capitale, che è quello che è poi successo.

Una larghissima partecipazione giovanile, sia studentesca che giovanile in generale, in testa al corteo. C’erano poi i sindacati, i Cobas, la CGIL, che dall’inizio ha fatto parte dell’organizzazione del movimento No Kings, che di fatto è la prosecuzione dell’esperienza della Rete a pieno regime con i Giuristi Democratici tra i promotori, arricchita da altre realtà. C’era l’Arci, il movimento Stop Rearm, le associazioni, i centri sociali. Un corteo dalla chiara vocazione antirazzista e pacifista, molto solare, con slogan decisamente determinati, al tempo stesso con nulla, per quello che ho potuto percepire, di truce, di particolarmente esacerbato. Un corteo molto consapevole che si è mosso lungo le strade della città. Tanti camion sonori diversi; quello della testa del corteo dove si sono alternati oratori e oratrici delle diverse associazioni e realtà partecipanti. Lo spezzone LGBTQI+ al centro e dietro lo spezzone, molto partecipato anche quello, dei Partiti del centro-sinistra e della sinistra.

  • Sicuramente la piazza romana ha dato il meglio di sé come partecipazione, ma ti è sembrato che il corteo sia stato nazionale nel senso pieno del termine?

Direi di sì. Tra i giovani sicuramente si percepiva questa dimensione di provenienza da tutta l’Italia, c’era lo striscione dei centri sociali bolognesi come Labàs, di alcuni centri sociali napoletani e molti altri. Nella partecipazione giovanile si vedeva una composizione proveniente sia dal nord che dal sud così come la si vedeva nello spezzone sindacale, delle associazioni così come in tutto il corteo.

  • Il corteo è poi esondato oltre il percorso che era stato concordato in precedenza e si è arrivati, scegliendo il Verano come conclusione, a bloccare la tangenziale richiamando perciò quell’idea di “blocchiamo tutto” che è stata un leit motiv delle piazze autunnali intorno alla Palestina?

Esattamente. E’ andata così. Il corteo non poteva terminare in Piazza San Giovanni, tale era l’afflusso di persone e perciò, anche se un po’ sgranandosi -perché parliamo di oltre una dozzina di chilometri percorsi e quindi la stanchezza si faceva sentire- si è raggiunta la tangenziale e poi da lì si è terminato nei pressi della stazione Tiburtina.

  • Prima della manifestazione c’è stato questo episodio a dir poco inquietante che ha riguardato l’eurodeputata Ilaria Salis con dei poliziotti che si sono presentati nella sua camera d’albergo. Che dire di questo episodio?

Direi che si è trattato di un fatto molto grave, inaudito perché la polizia, priva di qualunque mandato, ha compiuto degli accertamenti chiedendo all’europarlamentare da dove proveniva, se avesse intenzione, l’abbiamo saputo adesso, di andare alla manifestazione e se aveva con sé degli oggetti che avrebbero potuto essere pericolosi da portare nella manifestazione. Senza un mandato e senza aver poi di fatto redatto un verbale, questa operazione è, a mio modo di vedere, al di fuori di qualunque regola democratica. Sento dire che si sarebbe trattato di un atto dovuto richiesto da uno Stato straniero ma, a parte il fatto che occorre approfondire ciò che questo significa, sarebbe ora dovere dello stato italiano sincerarsi con quello tedesco di quale fosse l’esigenza di farlo. Resta comunque un atto gravemente illegittimo: una perquisizione durata circa un’ora e, soprattutto, proseguita dopo che Ilaria Salis si è qualificata come eurodeputata, quindi in flagrante violazione delle prerogative della parlamentare.

  • Ricordiamo che la giustificazione che finora è stata data è che era una “richiesta”, una segnalazione di uno stato straniero

Esatto. Sembrerebbe essere la Germania ma neanche questo è ancora certo. Non abbiamo una carta ed è questo il dato veramente inquietante. Addirittura sembrerebbe che il governo si dichiari all’oscuro di tutto, il che è proprio gravissimo perché significherebbe che c’è una polizia che si muove senza fare riferimento al Ministro dell’Interno. Allora a chi fa riferimento? C’è una polizia che non risponde a nessuno, non mostra un mandato, non redige un verbale delle operazioni che fa. Siamo nel totale arbitrio. Il diritto non sembra valere niente. È una vicenda che si muove fuori dalle garanzie minime del diritto. Questo è il dato di fatto che rende l’accaduto ben più che inquietante. Penso che da domani, anzi già da questa sera stessa, al Ministero dell’Interno stia succedendo qualcosa di grave. Sarebbe interessante sapere cosa sta succedendo in quelle stanze e non oso immaginare quale sarà la scusa che si sta architettando dopo tutto il pietoso balletto delle responsabilità pietose che già abbiamo visto su al-Maṣrī.

  • Alla conclusione della giornata possiamo dire: stanchi ma felici?

Sicuramente sì, stanchi ma felici e però anche allarmati, sia per l’episodio successo all’europarlamentare Ilaria Salis, sia per il fatto che negli articoli di un importante giornale nazionale stamattina abbiamo potuto leggere che nel mirino dell’antiterrorismo stanno finendo anche le reti di avvocati che si dichiarano disponibili a prestare assistenza immediata ai manifestanti ai quali dovesse in qualche modo essere conculcato il diritto a manifestare e il diritto al dissenso. In questo articolo tra l’altro si dice anche che erano state intercettate comunicazioni su WhatsApp in cui si davano dei numeri di telefono di avvocati disponibili ad assistere i manifestanti eventualmente fermati o arrestati. Varie domande nascono spontanee: chi intercetta anche WhatsApp e come? C’è un mandato? Chi è stato intercettato e perché? Anche su questa questione clamorosa ci sarà da porre attenzione.

Reazioni nel fediverso