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Lettera al Presidente della Repubblica sul collegato lavoro
Redazione 26 marzo 2010 16:24
Il testo della lettera inviata al Presidente della Repubblica dal Presidente dei Giuristi Democratici per segnalare le problematiche costituzionali relative al disegno di legge 1167 B altrimenti definito "Collegato Lavoro". Si tratta del disegno di legge approvato dal Parlamento che, tra le altre materie, detta nuove regola sul processo del lavoro.

Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano

Ci rivolgiamo a Lei, quale massimo garante dei valori costituzionali della nostra Repubblica, in relazione alla recente approvazione del disegno di legge n. 1167 B da parte del Parlamento ed attualmente alla Sua firma.

Sia ben chiaro che é ben lungi dalla nostra volontà l'idea di poter condizionare la Sua decisione, che come sempre, ne siamo certi, verrà da Lei presa nell'assoluto rispetto dei principi costituzionali, ma ci pare solo il caso di sottolineare alcuni aspetti, che senza dubbio Le saranno già stati evidenziati dagli esperti giuridici che con Lei collaborano, che rendono, a nostro giudizio, palesi le violazioni della Carta Costituzionale contenute nel disegno di legge approvato dal Parlamento.

Ci riferiamo, innanzitutto, alla violazione dell'art. 24 Cost. rappresentata dall'introduzione del c.d. arbitrato preventivo, di fatto non rifiutabile dal lavoratore che aspiri all’assunzione, che, attraverso l'introduzione di clausole compromissorie, priverebbe il cittadino lavoratore del suo diritto di rivolgersi al suo Giudice per la tutela dei suoi diritti; valenti giuslavoristi e costituzionalisti si sono già pronunciati sul punto, ravvisando nella norma un'evidente violazione dell'art. 24 Cost.

Pare, altresì, violato il principio di ragionevolezza, immanente a tutto il sistema costituzionale, nel momento in cui si consente agevolmente al datore di lavoro di pervenire alla declaratoria di decadenza dal diritto del lavoratore licenziato oralmente, tramite la semplice retrodatazione del licenziamento stesso.

La semplice scelta dell'arbitrato in materia di lavoro, che appare fondata su una presunta parità delle parti, costituisce una palese violazione del principio del favor lavoratoris, emergente dalla Costituzione che considera il lavoro il diritto fondante della nostra Repubblica; già la Corte Costituzionale aveva avuto modo di chiarire come l'arbitrato fosse un utile strumento di risoluzione delle controversie, ad esempio in materia commerciale, ma non in materia di lavoro, in cui manca l'uguaglianza tra le parti.

Per queste ragioni, Sig. Presidente, La preghiamo di voler tenere conto, nella Sua sovrana decisione, delle sintetiche argomentazioni che precedono.

Torino-Padova-Roma-Napoli-Palermo, 26 marzo 2010

Associazione Nazionale Giuristi Democratici

Il Presidente Avv. Roberto Lamacchia