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Direttiva anticortei, un allarmante invito alla restrizione dell'esercizio del diritto di riunione ed espressione del pensiero
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Direttiva anticortei, un allarmante invito alla restrizione dell'esercizio del diritto di riunione ed espressione del pensiero
Redazione 12 novembre 2021 01:10
Comunicato stampa

Dinanzi alle numerose manifestazioni di cittadine e cittadini critici verso alcuni provvedimenti tesi a contrastare la diffusione del contagio da sars-cov-2 la Ministra dell'Interno ha emanato una direttiva tesa a limitare le manifestazioni pubbliche invitando i Prefetti ed i Sindaci, in base alla normativa vigente, a disporre specifiche prescrizioni per lo svolgimento di manifestazioni preavvisate ordinando ad esempio che siano svolte in forma statica o seguendo percorsi idonei a preservare aree urbane nevralgiche.

I Giuristi Democratici sono consapevoli della gravità delle conseguenze che potrebbero ripresentarsi a seguito di una massiccia diffusione del covid-19, ma sono al contempo allarmati da un'iniziativa governativa tesa ad incidere sull'esercizio del diritto fondamentale di riunione e di espressione del pensiero, articoli 17 e 21 della Costituzione.

Ogni manifestazione pubblica, per la semplice compresenza fisica di più individui, genera un pericolo; ma il presupposto costituzionale di una limitazione al diritto di riunione — i "comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica" dell'art. 17 — è che lo svolgimento della riunione generi un pericolo altamente probabile e che gli effetti che si vogliono evitare debbono essere dettagliatamente espressi.

Oggi il "fenomeno pandemico" suggerisce all'attuale Ministra Luciana Lamorgese di aggiungere alle ragioni di "ordinato svolgimento della vita della comunità" cautele di natura sanitaria. Nella direttiva del Ministero si registra che nello svolgimento di manifestazioni in diverse città si è diffusamente omesso l'opportuno distanziamento fisico e l'uso di mascherine;

Si ricorda che il Ministro Roberto Maroni nel 2009 diede analoghe indicazioni per garantire il rispetto delle esigenze dei cittadini che studiano, lavorano e frequentano i centri abitati invitando i Prefetti a proteggere dalle manifestazioni centri abitati e zone sensibili.

Rileviamo con preoccupazione che con lo strumento della "direttiva", o circolare, il Ministero dell'Interno vuol dare un'indicazione politica ai Prefetti e agli organi di polizia di interpretazione restrittiva di un corpo normativo costellato di interpretazioni repressive e spesso demagogiche del delicato concetto di ordine pubblico: si tratta di disposizioni quali, fra le altre, il “Pacchetto sicurezza” del ministro Maroni (DL 92/2008 e D.Lgs. 159 e 160/2008), della Legge 94/2009; dei DL 13 e 14/2017 noti come "Pacchetto Minniti"; infine i "decreti Salvini", DL 113/2018 e 53/2019.

L'oggetto di questi interventi normativi è un presunto pericolo per la sicurezza pubblica ed è individuato ora nell'immigrazione, ora nel terrorismo interno e internazionale, ora nel conflitto sociale.

Un'interpretazione di particolare rigore di tale normativa come quella che la Ministra detta con l'odierna direttiva chiedendone "l'urgente e immediata attuazione" si ritiene che, nel rispetto del precetto costituzionale, possa esser sorretta solo da una corretta analisi comparativa delle varie attività attualmente consentite alla cittadinanza al fine di evitare che l'esercizio di una libertà fondamentale sia oggetto di un trattamento deteriore rispetto ad altri diritti e interessi da parte della pubblica autorità.

In definitiva, se i cortei si svolgono nel pieno rispetto delle misure di natura sanitaria, non riteniamo costituzionalmente plausibili ragioni astratte, ex ante, di prevenzione sanitaria che possano giustificare stringenti limitazioni delle riunioni in luogo pubblico già oggetto negli ultimi anni di eccessive ed ingiustificate restrizioni e disposizioni repressive.

 

11 novembre 2021

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI