MANAGE
CERCA
Altro in Comunicati
I Giuristi Democratici esprimono preoccupazione per il rischio di compressione dei diritti costituzionali dopo i fatti occorsi a Roma il 15 ottobre
Verso il 15 ottobre: comunicato congiunto Giuristi Democratici e Legal Team Italia
CEDAW, pubblicate le raccomandazioni dell'ONU: in Italia donne rappresentate come oggetti sessuali
Tornare alla gratuità delle cause di lavoro
Decreto legge 98/2011 ovvero la fine della gratuità del processo del lavoro
Sovraffollamento delle carceri: che fare?
I Giuristi Democratici esprimono solidarietà alla protesta condotta da Marco Pannella contro le incivili condizioni di vita in carcere
I Giuristi Democratici salutano con soddisfazione la celebrazione dei processi Eternit e Thyssen Krupp
I Giuristi Democratici sostengono il dissenso non violento dei cittadini e delle amministrazioni locali contro la TAV in Val di Susa
Due Sì ai referendum per l'acqua bene comune
I Giuristi democratici esprimono dolore per l'assassinio di Vittorio Arrigoni
L'Associazione Giuristi Democratici esprime soddisfazione per l'esito del processo ThyssenKrupp
I Giuristi democratici aderiscono alla manifestazione nazionale di sabato 26 marzo a Roma
I Giuristi democratici condannano la repressione delle manifestazioni democratiche di massa in Libia e chiedono che cessi ogni assistenza e cooperazione militare italiana al regime di Gheddafi
Dalle recenti vicende relative al Presidente del Consiglio deriva un pericoloso deterioramento del nostro Stato di diritto
 23 pagine  (334 risultati)
CEDAW, pubblicate le raccomandazioni dell'ONU: in Italia donne rappresentate come oggetti sessuali
Redazione 3 agosto 2011 12:50
Comunicato di "Lavori in corsa: 30 anni CEDAW", la piattaforma di organizzazioni e singole persone impegnate nella promozione dei diritti delle donne in Italia e nel mondo.
Sono parte della piattaforma: ActionAid, Arcs-Arci, BeFree, Differenza Donna, Fondazione Pangea, Fratelli dell’Uomo, Giuristi Democratici, IMED.

Il testo in inglese delle raccomandazioni ONU

La piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”: “Il Governo ascolti le raccomandazioni del Comitato ONU per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna”


Roma, 3 agosto 2011 – In Italia le donne sono rappresentate come oggetti sessuali. Questa una delle principali critiche sollevate all’Italia dal Comitato delle Nazioni Unite che ha il compito di monitorare l’attuazione della Convenzione ONU per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) negli Stati che l’hanno ratificata.

“Ci auguriamo che il Governo ascolti le raccomandazioni del Comitato ONU”, affermano le attiviste della piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che hanno presentato alle Nazioni Unite un ‘Rapporto ombra’ sullo stato di attuazione della Convenzione in Italia. “La nostra Piattaforma si impegna fin d’ora a monitorare l’operato del Governo nel dare seguito alle raccomandazioni che gli sono state rivolte”.

Secondo le Nazioni Unite, in Italia persistono profondi stereotipi che hanno un impatto schiacciante sul ruolo della donna e sulle responsabilità che essa ha nella società e in famiglia. Complici le dichiarazioni pubbliche dei politici, che non fanno altro che incrementare tale profondo dislivello tra i sessi.

Tali stereotipi pongono le donne in una situazione di svantaggio, incidendo negativamente sulle scelte degli studi e della professione che esse vogliono intraprendere e diminuendo le possibilità di accesso ai “piani alti” del mercato del lavoro, della vita politica e del ‘decision-making’.

Altro capitolo è quello delle violenza contro le donne. Nonostante la nota positiva per l’adozione della legge 11/2009 che introduce il crimine di stalking, il Comitato esprime la propria preoccupazione per l’alto numero di violenze perpetrate su donne e bambine, per la mancanza di dati sulle violenze contro immigrate, Rom e Sinti e per la persistenza di attitudini socio-culturali che “condonano” la violenza domestica. In particolare, stupisce e preoccupa l’alto numero di donne uccise da partner o ex-partner, indice del fallimento dell’autorità nel suo fondamentale compito di protezione delle donne.

Ecco perché il Comitato ONU chiede al Governo di presentare entro due anni un rapporto sulle misure intraprese contro stereotipi e violenza di genere e raccomanda al nostro paese di adottare tutte le misure legali, amministrative, politiche ed educative necessarie a ridurre tali stereotipi. In particolare, le Nazioni Unite chiedono che lo Stato intervenga sulle immagini sessiste divulgate dall’industria della pubblicità e dai media, nelle quali donne e uomini sono spesso raffigurati in modo stereotipato.

Sul piano del mercato del lavoro, il Comitato rileva la costante disparità di salario e di trattamento tra uomini e donne e le scarse misure introdotte dallo Stato per conciliare vita e lavoro. In particolare, colpisce l’alto numero di madri che abbandonano il posto di lavoro dopo la nascita del figlio e la bassissima fruizione da parte dei padri italiani del congedo parentale (solo il 10%). Per questi motivi, tra le raccomandazioni fatte al Governo, si chiede che vengano introdotte urgentemente misure che incrementino il numero di donne impiegate e che portino all’abolizione sostanziale della pratica dei “dimissioni in bianco”.

Infine, il Comitato raccomanda di valorizzare e coinvolgere la società civile - e in particolare le associazioni di donne - nel cammino verso un’effettiva uguaglianza di genere nel nostro paese, attraverso consultazioni periodiche e trasparenti e la promozione di un dialogo costruttivo.

Vedi il lavoro dei Giuristi Democratici per la sessione dell'ONU