Contro la riforma Nordio, la partecipata iniziativa unitaria a Roma del 10 gennaio 2026 lancia la campagna referendaria

Contro la riforma Nordio, la partecipata iniziativa unitaria a Roma del 10 gennaio 2026 lancia la campagna referendaria




Affollata e partecipata l’iniziativa che si è svolta sabato 10 gennaio 2026 a Roma del Comitato Società civile per il NO al referendum costituzionale. Al centro dell’incontro il lancio della campagna referendaria e il sostegno alla raccolta di firme on line per il referendum sulla Riforma presentato da 15 tra cittadine e cittadini.

Il Comitato Società civile per il NO al referendum costituzionale riunisce molte associazioni tra cui quella dei Giuristi Democratici, nonché cittadine, cittadini ed esponenti sindacali insieme per difendere la Costituzione, l’autonomia della magistratura e contrastare la controriforma costituzionale presentata dal ministro Nordio.

I numerosi interventi, come si può ascoltare nella diretta curata da Collettiva, hanno spaziato sui tanti motivi che portano soggetti tra loro diversi a voler affrontare una battaglia comune contro la riforma Nordio, intesa come una parte fondante di un più generale attacco al controllo di legalità, ai valori profondi della Costituzione e della stessa dinamica democratica nel suo complesso.

Tra i primi a prendere la parola Vittorio Bachelet, presidente del Comitato, che ha sottolineato l’importante valenza del percorso che si è aperto intorno al Referendum.

Sono intervenuti non solo appartenenti al mondo giuridico, come l’ex magistrato Gherardo Colombo, da sempre sostenitore del garantismo penale, il professor Enrico Grosso del Comitato referendario “Giusto dire NO”, ma anche esponenti della società, come lo scrittore Maurizio De Giovanni, il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, il saggista Tomaso Montanari, il giornalista Sigfrido Ranucci, la scrittrice Benedetta Tobagi, a dimostrazione di come il tema della controriforma della giustizia non sia un affare da lasciare ai soli addetti ai lavori. Che la questione del referendum sulla riforma riguardi l’intera visione delle relazioni sociali è stato ribadito da molti interventi a nome di realtà sociali e sindacali come quelli, tra gli altri, di Gianfranco Pagliarulo dell’Anpi, Maurizio Landini Segretario CGIL, di Emiliano Manfredonia di ACLI, Walter Massa Presidente Arci, Enrico Fontana di Legambiente, Ilaria Oculano di Libera e da realtà studentesche come UDU e Rete della conoscenza UDS Link.

L’Avvocato Carlo Guglielmi dei Giuristi Democratici di Roma ha parlato a nome dei 15 promotori della richiesta di referendum, per cui è in corso la raccolta firme on line; ha voluto sottolineare come il percorso avviato sia da interpretare come un contributo per rafforzare l’opposizione alla riforma Nordio. La raccolta firme, che durerà fino al 30 gennaio, è stata fatta propria da tutti i partecipanti a conferma del grande spirito unitario che ha attraversato l’intera mattinata.

Negli interventi degli esponenti dei partiti come Angelo Bonelli – Verdi AVS, Elly Schlein – Partito Democratico, Nicola Fratoiannni – Sinistra Italiana AVS, Gianluca Schiavon – Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Giuseppe Conte – Movimento 5 Stelle, Luciano Calì – Partito Socialista Democratico Italiano è stato confermato l’impegno a mettere a disposizione le proprie strutture e strumenti per sostenere la campagna referendaria.

Hanno dato il loro supporto alla campagna anche esponenti istituzionali come Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, Roberto Gualtieri, sindaco di Roma e Presidente di ALI (Autonomie Locali Italiane) e Clemente Mastella, Sindaco di Benevento a cui si aggiungono anche altri sindaci come quello di Torino.

Se il buongiorno si vede dal mattino, l’iniziativa del 10 gennaio conferma che la partita è totalmente aperta. Nonostante le forzature del Governo, come le dichiarazione della presidente del Consiglio Meloni nella conferenza stampa di inizio anno che ha segnalato come date del referendum il 22 e 23 marzo, la partita non è scontata e come in diversi hanno detto “possiamo farcela”. Alla conclusione della positiva iniziativa del 10 gennaio non sono stati lanciati nuovi appuntamenti centrali ma è invece emersa la necessità di portare la battaglia a livello territoriale, città per città, paese per paese, nei luoghi di lavoro, nelle scuole ed università.

Una grande mobilitazione sociale di base capace di coinvolgere cittadine e cittadini nella consapevolezza che in gioco non c’è solo la controriforma della giustizia, ma la democrazia e le relazioni sociali del nostro paese.

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