24 gennaio 2026, Giornata internazionale dell’avvocato minacciato. Focus: USA — intervista all’Avv. Nicola Canestrini

24 gennaio 2026, Giornata internazionale dell’avvocato minacciato. Focus: USA — intervista all’Avv. Nicola Canestrini

Le avvocate e gli avvocati statunitensi saranno al centro della Giornata internazionale dell’avvocato minacciato 2026.
Sin dal 2009, la nostra associazione, insieme a diverse altre realtà italiane e soprattutto internazionali (tra cui i giuristi democratici europei dell’ELDH) che si battono per la difesa dei difensori dei diritti, partecipa e organizza localmente la Giornata internazionale dell’avvocato minacciato. Lo scopo è quello di richiamare l’attenzione della società civile e delle autorità pubbliche sulla situazione delle avvocate e degli avvocati in un determinato paese, al fine di aumentare la consapevolezza delle minacce affrontate nell’esercizio della professione (nella foto, l’edizione 2019 dedicata alle colleghe ed ai colleghi turchi e curdi).
Come noto, la data è particolarmente significativa, perché il 24 gennaio 1977 avvenne il massacro di Calle de Atocha, nella Madrid che affrontava il complicato periodo di transizione tra la dittatura franchista e la democrazia: tre avvocati comunisti e due loro collaboratori, rei di aver preso le difese di lavoratori sfruttati, vennero uccisi, mentre altri quattro membri dello stesso studio furono feriti gravemente.

L’avvocato Nicola Canestrini, nostro associato e responsabile, insieme a Ezio Menzione, dell’Osservatorio Avvocati Minacciati delle Camere Penali, ci ricorda l’importanza della Giornata e le iniziative in Italia.

«Come ogni anno, la coalizione internazionale —oggi composta da quaranta associazioni di tutto il mondo concentra l’attenzione su un Paese. Dopo Bielorussia, Iran, Cina, Afganistan, Colombia, Azerbaigian, Pakistan, Honduras, Egitto, Filippine, Turchia e Spagna (Paesi Baschi), nel 2026 il focus sono gli Stati Uniti d’America. La ragione è precisa: le iniziative dell’esecutivo americano hanno assunto carattere sistematico, colpendo la libertà e l’autonomia della professione forense ogniqualvolta ritenuta non allineata alle politiche governative.
L’attacco è iniziato dagli avvocati —sentinelle dei diritti— per poi estendersi a giudici e
prosecutors, fino a configurare una situazione drammatica che investe ormai lo stesso diritto internazionale, con sanzioni imposte a giudici e procuratori della Corte Penale Internazionale e alla Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza di giudici e avvocati.
L’Unione Camere Penali Italiane, firmataria della coalizione, è con i Giuristi democratici da sempre in prima linea nella difesa del libero, sicuro e autonomo esercizio della professione forense. Anche quest’anno non faremo mancare il nostro impegno concreto, con iniziative che prenderanno avvio sabato 24 gennaio e nei giorni immediatamente precedenti.
La Giornata dell’avvocato minacciato non è una ricorrenza simbolica: è un richiamo operativo alla vigilanza e alla solidarietà professionale.

Oggi 22 gennaio, alle ore 16, si terrà una conferenza stampa online, aperta previa registrazione all’indirizzo http://bit.ly/3MNDsUk: interverranno la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Margaret Satterthwaite e colleghe e colleghi americani, tra cui Nancy Hollander, difensore di numerosi detenuti a Guantanamo.

Sabato 24 gennaio, alle ore 12, saremo presenti —come da tradizione, in toga— in Piazza del Planetario a Roma, per poi recarci alla vicina Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, in Via Vittorio Veneto, 121. Una delegazione chiederà di conferire con l’Ambasciatore.

Perché proprio gli Stati Uniti? Perché quanto sta accadendo dimostra che nessuna democrazia, per quanto consolidata, è al riparo dalla regressione autoritaria —e che il primo bersaglio è sempre il diritto di difesa. Negli ultimi mesi sono stati documentati: ordini esecutivi che colpiscono nominativamente studi legali per aver difeso clienti sgraditi al potere; revoche di security clearances, esclusione dagli edifici federali, cancellazione di contratti pubblici; pressioni e delegittimazione nei confronti di giudici federali; epurazioni nel Dipartimento di Giustizia ai danni di procuratori che hanno rifiutato incriminazioni politicamente motivate; sorveglianza, intimidazioni e richieste invasive verso avvocati impegnati in ambiti sensibili —immigrazione, libertà civili, diritti umani, proteste, dissenso.

Questi fenomeni, se normalizzati, compromettono principi fondamentali sanciti dal diritto internazionale: i Principi ONU sul ruolo degli avvocati del 1990, le garanzie del Patto internazionale sui diritti civili e politici, gli standard europei rafforzati dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione della professione di avvocato dell’anno scorso.

Quando il potere attacca chi difende, il silenzio non è neutralità: è complicità

Di seguito, per approfondire pubblichiamo lo statement di indizione della Giornata 2026.

Reazioni nel fediverso