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Misure di prevenzione personali tra controllo sociale ed idolatria del decoro - convegno
Redazione 14 giugno 2017 18:55
Convegno di studi Roma - giovedì 22 giugno 2017, ore 16,30, presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso in Via della Dogana Vecchia, 5

Registrazione del convegno

Le misure di prevenzione personali, contenute nel D.Lgs. 159/2011 ma già previste dalla L. 1423/1956 e prima ancora dal regime fascista, stanno conoscendo negli ultimi tempi un utilizzo ricorrente e preoccupante con il risultato di comprimere e di fatto negare diritti fondamentali del vivere civile e sociale nei confronti di chi intenda manifestare il proprio dissenso nei confronti delle politiche governative.

Attivisti per i diritti sociali così come semplici manifestanti, grazie a evidenti forzature sono stati colpiti da decreti che dispongono la misura della sorveglianza speciale: provvedimenti fortemente limitativi della libertà personale (con sacrificio dei diritti di riunione ed espressione e manifestazione del pensiero) e di movimento (con la sospensione della patente di guida). Ciò, in base a una concezione del diritto della prevenzione come diritto punitivo del sospetto, con l'elusione delle garanzie sostanziali e processuali.

Al di là dei profili immanenti di incostituzionalità delle norme che prevedono l'avviso orale —autentico stigma di pericolosità sociale valido vita natural durante!— e la sorveglianza speciale per fattispecie di «pericolosità generica» da tempo denunciati dalla gran parte della dottrina per contrasto con i principi della riserva di legge, della tassatività, della non colpevolezza e dell'eguaglianza, a seguito della recentissima pubblicazione della Sentenza De Tommaso della Corte Europea dei Diritti Umani che condanna l'Italia per mancanza di qualità della legge, si impone un ripensamento globale delle misure preventive personali.

Perché laddove esse vengono adoperate per comprimere i principi costituzionalmente tutelati della libertà di esprimere le proprie opinioni e di associarsi insieme ad altri per sostenerle nei confronti di lavoratori impegnati nel volontariato sociale in aiuto di persone svantaggiate, esponenti dei movimenti sociali e interlocutori di riferimento delle autorità politiche ed amministrative locali, emerge il rischio di una loro torsione e di un loro —improprio— utilizzo quali strumenti di controllo del dissenso e del conflitto sociale.

Per questo, convochiamo un convegno di studi a Roma per giovedì 22 giugno, ore 16,30, presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso in Via della Dogana Vecchia, 5.

Organizza l'Associazione Nazionale Giuristi Democratici

Introduce e coordina: Cesare Antetomaso (Avvocato, Esecutivo Associazione Nazionale Giuristi Democratici);

Relazioni di:

Livio Pepino (già Sostituto Procuratore presso la Corte di Cassazione);

Francesco Romeo (Avvocato);

Enrico Gargiulo (Ricercatore in Sociologia economica e del lavoro all'Università del Piemonte orientale).

Interverranno:

Sen. Loredana De Petris (Sinistra italiana);

Sen. Luigi Manconi (Presidente Commissione Diritti Umani del Senato);

Eleonora Forenza (europarlamentare);

Riccardo De Vito (Presidente Magistratura democratica);

Valentina Calderone (Associazione A buon diritto);

Antonello Ciervo (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione); 

Italo Di Sabato (Associazione Osservatorio sulla repressione); 

Simonetta Crisci (Avvocata);

Giovanni Russo Spena (responsabile Area democrazia, diritti, istituzioni Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea);

Paola Bevere (Associazione Antigone).

Aderiscono: Giuristi Democratici, Asgi, A buon diritto, Antigone, Abitare nella crisi, Movimenti per il diritto all'abitare-Roma, Osservatorio sulla repressione, Usb, Si Cobas, Eurostop, Il Salto, Popoff, Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra europea.