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Ucraina - Intervento IADL alla 30° sessione Consiglio dei Diritti Umani
Redazione 7 ottobre 2015 19:48
il 29 settembre 2015 Micol Savia a nome dell'Associazione Internazione dei Giuristi Democratici (IADL) è intervenuta nel corso della 30° sessione del Consiglio dei diritti umani - ONU che aveva per oggetto la situazione in Ucraina. Pubblchiamo la traduzione italiana del suo intervento.

Ivan Simonovic, Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha presentato al Consiglio il primo aggiornamento orale sulla situazione dei diritti umani in Ucraina. Per l'Ucraina è intervenuto il Vice Ministro degli Affari Esteri.  Qui si possono guardare e ascoltare tutti gli interventi. http://webtv.un.org/watch/id-on-cooperation-and-assistance-to-ukraine-33rd-meeting-30th-regular-session-human-rights-council/4517417109001 

 

IL TESTO DELL'INTERVENTO DI MICOL SAVIA

L'Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici ringrazia l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani per l'aggiornamento orale sulla situazione dei diritti umani in Ucraina. Lamentiamo, tuttavia, che le relazioni presentate finora non offrano un quadro completo delle violazioni dei diritti umani nel paese.

Il giro di vite senza precedenti su partiti politici, media indipendenti e altre voci di dissenso, nonché l'allarmante diffusione di ultra-nazionalismo, xenofobia e discorsi d'odio sono gravemente sottovalutati, se non ignorati. Il supporto e l'impunità garantiti dal governo all'estrema destra e a gruppi neonazisti non possono essere trascurati. Questi elementi, che sono peraltro tra le cause profonde del conflitto, hanno colpito brutalmente gli avversari politici e le minoranze, provocando divisioni da ricucire.

Nel suo slancio repressivo contro il dissenso, il governo, adducendo presunte minacce alla sicurezza nazionale, ha bandito media, giornalisti, libri, film ed ha messo sulla lista nera artisti come Emir Kusturica, Oliver Stone, Goran Bregovic e molti altri. Il Partito Comunista d'Ucraina, il principale partito d'opposizione nel paese prima del "cambio di regime", si è trovato sotto una crescente pressione: i suoi uffici sono stati assaliti, le sue manifestazioni proibite, i suoi membri picchiati e intimiditi. Nel luglio 2014 il Ministro di Giustizia è ricorso in sede amministrativa per bandirlo definitivamente. Il processo, caratterizzato da significativi attacchi all'indipendenza della magistratura, è tuttora in corso.

Le cosiddette leggi di Decomunizzazione, criticate da numerose organizzazioni internazionali per la loro flagrante violazione di elementari norme e standard internazionali, non sono state modificate come raccomandato, inter alia, nella relazione n° 10 dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. In applicazione di tali leggi, il Ministro di Giustizia ha vietato a tre partiti politici, tra cui il Partito Comunista d'Ucraina, di partecipare alle prossime elezioni locali del 25 ottobre. E' in corso di preparazione un elenco di monumenti e memoriali da distruggere da parte dell'Istituto della Memoria Nazionale, guidato da Volodymyr Vyatrovych, ben noto nella comunità scientifica per i suoi libri che negano i crimini di OUN-UPA, gruppi nazionalisti paramilitari ucraini che durante la seconda guerra mondiale hanno combattuto in unità naziste come la divisione SS "Galizia", ??massacrando decine di migliaia di polacchi ed ebrei. Il progetto di "cancellazione della memoria", oltre che prominenti politici russi e ucraini, include altresì rappresentanti europei della socialdemocrazia e del movimento antifascista come Karl Liebknecht, Rosa Luxemburg, Wilhelm Pieck, Ernst Thalmann, Georgi Dimitrov e Mate Zalka.

Recentemente il Ministro di Giustizia ha negato la registrazione ad una ONG chiamata "Marcia di Sinistra" perché Marcia di Sinistra è il titolo di una poesia del 1918 di Vladimir Majakovskij.

Infine, Signor Presidente, la valutazione della situazione dei diritti umani in Crimea non dovrebbe essere inclusa in questi rapporti perché non è pertinente ed inoltre distorce inutilmente il dibattito. Come ha detto fin dall'inizio lo stesso Segretario Aggiunto delle Nazioni Unite, Ivan Simonovic, l'obiettivo della missione è di valutare la situazione dei diritti umani in Ucraina e non di rimuginare sulla politica.

29 settembre 2015