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Sulla riforma del processo del lavoro
Redazione 23 marzo 2010 16:11
Pubblichiamo in allegato le note dell'intervento di Roberto Lamacchia al convegno tenutosi a Torino il 22 marzo 2010 sul collegato lavoro

Da tempo i giuristi più attenti al diritto del lavoro ed alla tutela processuale di tali diritti hanno richiamato l’attenzione, spesso inascoltati, circa l’attacco che veniva fatto a quei principi, in maniera talvolta aperta, talvolta strisciante.

Basta ricordare, in proposito, il brutale attacco che era stato tentato alle tutele previste dall’art. 18 Statuto dei Lavoratori e che è stato fortunatamente respinto grazie ad una mobilitazione popolare assai estesa e che ha interessato tutti i settori della società italiana.

Questa volta, invece, non si tratta di un attacco frontale, ideologico al sistema di tutela dei diritti dei lavoratori: si è scelta una strada più strisciante, non rivolta al diritto sostanziale, bensì a quello processuale e, per giunta, si sono inserite queste nuove norme all’interno di un provvedimento caotico, confusionario, ma confondente, con l’evidente scopo di non dare particolare evidenza a queste norme di attacco ai diritti dei lavoratori.

Ed infatti, il disegno di legge 1167 B, approvato in sede definitiva dal Senato in data 3/03/2010, non ancora promulgato dal Presidente della Repubblica, almeno ad oggi, contiene una variegata serie di norme concernenti, ad esempio, a) l’apprendistato; b) i lavori usuranti; c) i congedi per maternità e parentali; d) il servizio sanitario nazionale; e) gli ammortizzatori sociali; f) la borsa nazionale del lavoro; g) il casellario infortuni; h) l’albo artigiani, oltre alle norme, che qui direttamente interessano, in materia di licenziamento e processo del lavoro.

Scremata, dunque, la nuova normativa dagli aspetti relativi a questioni non strettamente concernenti il diritto del processo del lavoro, si vedrà come gli articoli che qui interessano sono gli artt. 30, 31 e 32 della nuova legge che concernono, rispettivamente:

- l’art. 30 i limiti ai poteri di intervento del giudice nelle controversie di lavoro (a dire il vero l’articolo, anche qui per accrescere la confusione, si intitola “clausole generali e certificazione del contratto di lavoro”);

- l’art. 31 la conciliazione e l’arbitrato e contiene al suo interno l’innovazione delle norme di cui agli artt. 410 – 412 c.p.c.;

- l’art. 32 decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato.

A dire il vero, e per completare il quadro di attacco complessivo al processo del lavoro, si deve aggiungere, prima di entrare nel merito dell’esame delle disposizioni sopra richiamate, come anche la gratuità del processo del lavoro sia stata oggetto di attacco nel corso degli anni.

......... (continua nell'allegato)