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La condanna dei dirigenti politici catalani, una pagina buia per lo stato di diritto in Europa
Redazione 16 ottobre 2019 12:2
Comunicato stampa

 

La decisione del Tribunale supremo spagnolo che ha condannato a vari anni di prigione taluni dirigenti politici indipendentisti catalani costituisce una pagina buia e riprovevole della storia dello Stato di diritto.

Il crimine che viene rimproverato ai condannati è in sostanza quello di aver organizzato il referendum per l'autodeterminazione dell’ottobre 2017. Non si nega il carattere pacifico e nonviolento della protesta, sempre rivendicato accuratamente dagli imputati, ma ciò non basta a mandarli assolti da un’accusa di sedizione che si sarebbe svolta, secondo il paradossale ragionamento del Tribunale, con mezzi pacifici e democratici.

Questo ragionamento è del tutto inaccettabile e va capovolto. La pronuncia democratica di vasti settori del popolo catalano non può rappresentare in alcun modo un crimine, per un ordinamento che sia autenticamente democratico. Essa invece deve costituire, che la si condivida o meno nel merito, un punto di partenza per un effettivo miglioramento delle strutture istituzionali e delle norme costituzionali del Paese.

L’analisi dettagliata delle numerose violazioni di principi fondamentali di diritto processuale penale, rilevata da un gruppo nutrito di osservatori cui la nostra Associazione ha contribuito durante lo svolgimento del processo, si accompagna a questa inaccettabile ispirazione di fondo, dandovi attuazione.

Spetta ora all’Europa, sia nelle sue espressioni popolari di base che in quelle istituzionali, e in particolare giudiziarie, agire affinché il tremendo vulnus alla democrazia e alla libertà di noi tutti, inferto dal Tribunale supremo spagnolo che conferma taluni suoi inquietanti caratteri genetici di stampo schiettamente franchista, sia sanato.

Continueremo quindi l’iniziativa in tutte le sedi competenti, affinché i condannati vengano liberati e venga ristabilita la normalità democratica in Catalogna e in tutta la Spagna.

 

16 ottobre 2019

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI