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Contro il Plan Colombia
Redazione 1 gennaio 2003 02:35
Appello dei giuristi democratici sul Plan Colombia 15.07.2000


Il Coordinamento Nazionale Giuristi Democratici, riunito in assemblea a Napoli il 14-15/7/2000, esprime profonda preoccupazione per le possibili conseguenze della approvazione di ulteriori aiuti militari nell'ambito del "Plan Colombia", da parte del Congresso degli U.S.A.

Il "Plan Colombia" prevede lo stanziamento di 1.300 milioni di dollari (30.000 miliardi di Lire) ufficialmente destinati a combattere il narcotraffico. In realtà, non v'è chi non veda come questa montagna di denaro non sia, invece, destinato a combattere e, se possibile, risolvere militarmente il problema della sollevazione popolare armata e della guerriglia che ormai controlla buona parte del paese. Già nel 1969, l'allora Presidente degli U.S.A. Richard Nixon, lanciò la sua "guerra alla droga" e, con questo pretesto, gli aerei americani irrorarono campagne e foreste del Viet-Nam con l' "agente arancione", un terribile defoliante che bruciò, per decenni a venire, gra parte della flora del Paese. Edward J. Epstein, nel libro " L'agenzia della paura",racconta che un colonnello del Reparto
Chimico dell'Esercito U.S.A. spiegò al professor Matthew Meselsen, trasportato in elicottero su un altopiano irrorato con il defoliante, che, quella che era stata distrutta era "ovviamente una fonte di
approvvigionamento di cibo per il F.L.N."

Le intenzioni degli ideatori del " Plan Colombia"non sono nemmeno tanto recondite e, ovviamente, anzichè affrontare il problema della " domanda " di cocaina negli U.S.A. (dove risultano esservi circa 30 milioni di consumatori), tendono a confondere i " campesinos cocaleros " con i narcotrafficanti.

In Colombia, le coltivazioni della pianta di coca e del papavero occupano almeno 65.000 famiglie, vale a dire circa mezzo milione di contadini poveri ed interessano poco più di 120.000 ettari di terra, sparsi in 300" municipios " dei 1.065 del paese.

La questione della terra è alla base del conflitto sociale ed armato in atto nel paese da oltre un terzo di secolo: il 1,5% dei colombiani possiede il 98% delle terre; dei 114 milioni di ettari di terra colombiana, 63 milioni sono boschi e selva, aree urbane, parchi naturali e corsi d'acqua; 51 milioni sono terra coltivabile. Di questi ultimi, oltre 30 milioni sono latifondi incolti, coperti da erba e sterpaglie, destinati all'allevamento estensivo, 8 milioni sono destinati all'allevamento intensivo e solo 4 milioni sono coltivati. La politica neoliberale contribuisce a cacciare i contadini dalle loro terre: le importazioni alimentari sono incrementate in pochissimo tempo del 700% e ciò ha favorito la voracità dei latifondisti che continuano a sottrarre terra ai contadini, non di rado con l'uso della violenza delle " guardie bianche ". Comunità contadine, neri ed indigeni, cacciati dalle terre, seguono il corso dei fiumi e si inoltrano nelle foreste come " desplazados "e hanno come sola alternativa la semina della
pianta di coca e del papavero, non avendo un mercato per i loro prodotti, " antieconomici "rispetto a quelli importati e non commerciabili per mancanza di vie di comunicazione.

I contadini che coltivano la pianta di coca vendono la foglia a pochi dollari il chilogrammo; il traffico di cocaina porta in Colombia 4.000 milioni di dollari l'anno, che finiscono nelle tasche di latifondisti e
politici corrotti.

Gli U.S.A. dichiarano di voler combattere con l'uso di defolianti e pesticidi il narcotraffico, mentre appoggiano un regime che mantiene il popolo di un paese ricco di risorse in condizioni di povertà scandalose ( su 37 milioni di abitanti, 11 milioni vivono in miseria totale ) e pratica una repressione spaventosa. Il " Plan Colombia " destina oltre 300 milioni di dollari all' addestramento dei battaglioni speciali antinarcotici ed al servizio di "intelligence " , 122 milioni di dollari ai programmi per i " diritti umani e la giustizia ", altri milioni di dollari per i futuri "desplazados ", vale a dire per coloro che saranno obbligati a fuggire dalle loro terre e dai loro villaggi bombardati con i defolianti.

Il " Plan Colombia " costituisce una palese violazione del Diritto Internazionale: confondendo volutamente i " campesinos cocaleros " con i narcotrafficanti e prevedendo la fumigazione ed il bombardamento della selva amazzonica, non può che portare all' incremento di una guerra
ultratrentennale, determinata da profonde ingiustizie sociali, ad una forma di vera e propria colonizzazione di un paese trattato come " orto di casa " degli U.S.A., ad ulteriori e gravissime violazioni dei diritti umani di popolazioni già martirizzate dalla assoluta miseria determinata
dall'ingiustizia sociale.

L'O.N.U. si mostra supina alla volontà degli U.S.A.assecondandone le malcelate intenzioni e le inaccettabili analisi del narcotraffico, strumentali all'ingerenza negli affari interni della Colombia.

Per queste ragioni, il Coordinamento Nazionale dei Giuristi Democratici chiede a tutti i cittadini, ai partiti politici, al Parlamento ed al Governo Italiano, di esprimere a tutti i livelli il loro dissenso per il " Plan Colombia "approvato dal Congresso degli U.S.A. e di non aderire alle richieste in tal senso per non essere coinvolti in una nuova guerra di aggressione imperiale, non contro il narcotraffico, come si vuol far credere, ma contro un popolo in rivolta contro l'ingiustizia e l'oppressione.


COORDINAMENTO NAZIONALE
DEI GIURISTI DEMOCRATICI