MANAGE
CERCA
Altro in Comunicati
I Giuristi Democratici esprimono preoccupazione per il rischio di compressione dei diritti costituzionali dopo i fatti occorsi a Roma il 15 ottobre
Verso il 15 ottobre: comunicato congiunto Giuristi Democratici e Legal Team Italia
CEDAW, pubblicate le raccomandazioni dell'ONU: in Italia donne rappresentate come oggetti sessuali
Tornare alla gratuità delle cause di lavoro
Decreto legge 98/2011 ovvero la fine della gratuità del processo del lavoro
Sovraffollamento delle carceri: che fare?
I Giuristi Democratici esprimono solidarietà alla protesta condotta da Marco Pannella contro le incivili condizioni di vita in carcere
I Giuristi Democratici salutano con soddisfazione la celebrazione dei processi Eternit e Thyssen Krupp
I Giuristi Democratici sostengono il dissenso non violento dei cittadini e delle amministrazioni locali contro la TAV in Val di Susa
Due Sì ai referendum per l'acqua bene comune
I Giuristi democratici esprimono dolore per l'assassinio di Vittorio Arrigoni
L'Associazione Giuristi Democratici esprime soddisfazione per l'esito del processo ThyssenKrupp
I Giuristi democratici aderiscono alla manifestazione nazionale di sabato 26 marzo a Roma
I Giuristi democratici condannano la repressione delle manifestazioni democratiche di massa in Libia e chiedono che cessi ogni assistenza e cooperazione militare italiana al regime di Gheddafi
Dalle recenti vicende relative al Presidente del Consiglio deriva un pericoloso deterioramento del nostro Stato di diritto
 23 pagine  (334 risultati)
Appello per la riforma dell'ordinamento giudiziario
Redazione 25 maggio 2007 15:35
Pagine importanti nel Programma dell'Unione delineano quali devono essere i criteri fondamentali da perseguire nell'impegno di "rimuovere tutti gli aspetti del nuovo ordinamento (giudiziario) in stridente contrasto con i principi costituzionali e, ove necessario, intervenire con provvedimenti di sospensione dell'efficacia di quelle norme della legge delega (o dei decreti attuativi) che potrebbero ledere ... il principio di unità, uguaglianza e parità di trattamento o rendere impossibile successivamente un nuovo e diverso riordino della magistratura".

Ai Senatori e ai Deputati della maggioranza di centrosinistra


Pagine importanti nel Programma dell'Unione delineano quali devono essere i criteri fondamentali da perseguire nell'impegno di "rimuovere tutti gli aspetti del nuovo ordinamento (giudiziario) in stridente contrasto con i principi costituzionali e, ove necessario, intervenire con provvedimenti di sospensione dell'efficacia di quelle norme della legge delega (o dei decreti attuativi) che potrebbero ledere ... il principio di unità, uguaglianza e parità di trattamento o rendere impossibile successivamente un nuovo e diverso riordino della magistratura".

Un primo, piccolo e limitato passo è stato compiuto lo scorso autunno, ma ora spetta alla maggioranza di centrosinistra dare piena attuazione a quell'impegno entro il 31 luglio, data di entrata in vigore dell'ordinamento cosiddetto Castelli.
I ritardi accumulati negli scorsi mesi, la mancata menzione nei dodici punti programmatici del governo Prodi bis della questione giustizia e l'evidenziarsi all'interno del centrosinistra di posizioni che si pongono in contrasto con il patto di programma stretto con gli elettori ci inducono a chiedere con forza che il disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario presentato dal ministro Mastella sia rapidamente approvato.

Non condividiamo l'intero testo, che è certamente suscettibile di miglioramenti in sede parlamentare e che certamente non interviene su tutti i punti sui quali sarebbe necessario, ma crediamo sia indispensabile giungere ad approvare in tempo utile almeno le norme che cancellano i peggiori punti dell'ordinamento Castelli.

Sono assolutamente indispensabili: la riforma del concorso d'accesso alla magistratura, da rendere unico per tutte le funzioni, la previsione che il neo magistrato non possa essere destinato a funzioni di P.M. o di G.I.P. (senza deroghe), la rigorosa separazione delle funzioni fra magistratura giudicante e magistratura inquirente (con la previsione dell'incompatibilità distrettuale nel caso di passaggio da una funzione all'altra), l'abolizione del sistema del concorsificio per l'avanzamento di carriera e l'introduzione di criteri dettagliati per una necessaria valutazione periodica della professionalità anche ai fini della progressione nella carriera, l'abolizione dei poteri della Scuola Superiore della Magistratura di interferire nella valutazioni proprie del CSM sulla carriera dei magistrati, la previsione della temporaneità degli incarichi direttivi e semidirettivi.

Chiediamo alla forze di centrosinistra di attuare tempestivamente quanto previsto nel Programma dell'Unione e di dare concretezza ai principi di autonomia e indipendenza della magistratura che la riforma Castelli rischia di minare.

24 maggio 2007

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI

www.giuristidemocratici.it