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Rapporto dei GD presenti al processo a carico degli avvocati turchi come osservatori internazionali
Redazione 23 settembre 2018 22:53
Pubblichiamo il report sul processo a carico di ventidue tra avvocate ed avvocati turchi, incriminati per accuse che a vario titolo li identificano con i propri assistiti, redatto dalla delegazione italiana dei Giuristi Democratici presente a Istanbul

10 settembre 2018, prima udienza del processo 2018/84 presso la 37esima sezione della Alta Corte Penale di Istanbul, Turchia, contro 22 avvocati accusati di essere fondatori, dirigere e/o essere membri di organizzazioni illegali

 

Rapporto della delegazione italiana dei Giuristi Democratici

(Fabio Marcelli, Simonetta Crisci, Nicola Giudice, Michela Arricale)

 

La mattina del 10 Settembre 2018 tutti noi avvocati osservatori stranieri siamo stati accompagnati in gruppo  presso il Tribunale dove si sarebbe svolta l’udienza. All’ingresso, di fronte ad un poderoso spiegamento di poliziotti in assetto antisommossa, le autorità preposte ai controlli rifiutavano di riconoscere il nostro ruolo professionale ed avrebbero voluto perquisirci personalmente ad uno ad uno, sia fisicamente che manualmente all’interno di ogni borsa e/o valigia. I nostri colleghi turchi si sono opposti, pretendendo il riconoscimento del nostro status e dell’equiparazione del trattamento per l’accesso all’interno del Tribunale. Dopo qualche discussione siamo infine riusciti ad entrare esibendo solo il nostro tesserino di appartenenza all’Ordine degli Avvocati.

Ci siamo riuniti tutti nella sala avvocati, dove abbiamo partecipato ad una riunione tecnica con i difensori che ci hanno illustrato i capi di imputazione, nonché i punti più critici della fase di raccolta prova e costruzione della tesi accusatoria. CI hanno anche consegnato un rapporto di 11 pagine, per aiutarci a comprendere e focalizzare meglio le questioni principali nonché la cronologia degli eventi.

Quando tutti gli imputati sono stati trasferiti nell’aula, ci hanno permesso l’ingresso tra il pubblico, non consentendoci di assistere sedendo nella sezione dell’aula destinata agli avvocati. Alcuni colleghi turchi sono rimasti al nostro fianco prestandosi come traduttori e garantendoci così di seguire compiutamente l’udienza. Insieme a noi, avvocati stranieri, c’erano anche altri osservatori internazionali, nonché parenti e clienti degli avvocati imputati.

Insediata la Corte, l’udienza ha avuto inizio.

Questioni preliminari:

  • In Turchia non c’è il limite di due difensori per parte, pertanto il collegio difensivo era molto numeroso tanto da non permettere a tutti di poter sedere nella parte dell’aula destinata allo scopo, la maggior parte della quale era occupata dalla polizia; pertanto la prima richiesta ha riguardato questo: che alcuni poliziotti fossero allontanati per permettere ai difensori di sedere. Respinta.
  • In Turchia per poter procedere penalmente ( a partire dalla fase di indagine) contro un avvocato, per reati compiuti nell’esercizio della sua professione, c’è bisogno di una autorizzazione del Ministero della Giustizia, che nel nostro caso è mancata sia in fase di indagine che tuttora, in fase processuale. La difesa ha perciò richiesto che il processo fosse dichiarato improcedibile, e in subordine che venisse sospeso fino all’ottenimento dell’autorizzazione. Anche questa eccezione preliminare è stata respinta: la Corte sostiene che nel caso di specie tale autorizzazione non sia necessaria, poiché non riguarda l’esercizio della professione ma l’affiliazione ad una associazione illegale.

Dopo una breve sospensione, prolungatasi a causa di guasti tecnici nelle apparecchiature di registrazione audio/video poi risoltesi, l’udienza è proseguita con le dichiarazioni degli imputati ( In Turchia il processo è di tipo inquisitorio, e si apre con le dichiarazioni degli imputati).

Il primo imputato ascoltato è stato Selcuk Kozagacli, il quale ha pronunciato un lungo e vibrante discorso più politico che propriamente giuridico, nel quale esprime la sua sfiducia nei confronti del sistema giudiziario turco che frappone enormi ostacoli alle essenziali attività svolte da parte degli avvocati difensori e il suo impegno alla lotta per la trasformazione della società e delle istituzioni in senso socialista[1]:

 

Sospensione per il pranzo, durante la quale c’è stato uno scontro tra avvocati difensori e polizia. Durante ogni momento di sospensione, i poliziotti circondano gli imputati come una staccionata umana, per impedire loro di interagire con il pubblico. I poliziotti, però, hanno tentato anche di impedire agli avvocati difensori di avvicinarsi ai propri clienti. Si sono addirittura rifiutati di accompagnarli al bagno. Imputati e difensori hanno cercato di forzare il cordone e la polizia ha reagito violentemente. Selcuk è stato ammanettato. La tensione, però, è diminuita e quando il pubblico è rientrato, era stato già liberato e sembrava tutto ritornato alla normalità.

Quando l’udienza è ripresa, gli avvocati hanno contestato questi episodi alla Corte, la quale è stata costretta a criticare la polizia e permettere sia agli imputati di andare in bagno, sia di confrontarsi con i propri difensori.

IL numero dei poliziotti in aula è aumentato esponenzialmente dopo questo episodio, arricchendosi anche della presenza della polizia militare in divisa mimetica.

SI procede con le dichiarazioni del secondo imputato Ahmet Mandaci[2]:

        

Finita la seconda dichiarazione introduttiva intorno alle 20:00, l’udienza è stata sospesa fino all’indomani.

Dopo la seconda udienza il giudice decideva la liberazione degli imputati, ma successivamente, alcuni di loro venivano riarrestati. La situazione appare ora estremamente confusa, a ulteriore conferma del clima di marasma giudiziario e di profonda crisi dello Stato di diritto che sta vivendo attualmente la Turchia.

Le prossime udienze dovrebbero avere luogo nei giorni 19 e 20 febbraio 2019. 

 

[1] Eccone qualche passaggio: “ Dopo essere stato per circa un anno in prigione, ho da muovere qualche critica sia al sistema giudiziario che a quello di polizia. Dopo essere stato per 20 anni avvocato, ora mi trovo imputato e pertanto il mio ruolo è diverso e, avendo già nominato i miei avvocati,non dirò niente di tecnico sul mio caso bensì mi concentrerò sui motivi profondi che mi hanno portato qui oggi. Sottolineo che le mie critiche non investiranno  Lei personalmente (rivolto ai giudici), ma il sistema che Lei qui rappresenta.

Non confido che il sistema giudiziario protegga l’imputato perché questo non è un Tribunale, ma solo un posto che sembra un Tribunale, che ne da l’illusione. Che Tribunale è quello in cui un avvocato non può svolgere il proprio lavoro? Dite di voler ricercare la verità e per questo attaccate il diritto a rimanere in silenzio, ma solo perché né il pubblico ministero né la polizia ha alcuna prova per sostenere le accuse. So che né alla polizia, né ai giudici, né ai pubblici ministeri piacciono gli avvocati, li considerano un ostacolo alla ricerca della verità, ma quale verità? L’unica verità in accordo alla dignità umana è quella che si costruisce attraverso gli avvocati difensori.

Quando mi hanno arrestato sono stato picchiato e immobilizzato a terra solo perché la polizia potesse prendere le mie impronte digitali, eppure avevo con me la mia carta di identità e il mio tesserino dell’ordine e non solo: nessuna delle accuse a me mosse prevedevano la presenza di oggetti sui quali fossero state trovate impronte digitali da confrontare, e allora perché ho dovuto subire questo? Quale verità stavate cercando?

Quando negli stati Uniti Jhon Allen Mohamed venne processato per una sparatoria, al momento in cui gli chiesero di giurare dire solo la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità lui rispose che era impossibile, poiché nessuno possiede l’intera verità

La Corte di Stato di Amburgo ha sostenuto che l’avvocato è uno degli organi giudiziari attraverso cui la verità viene alla luce, e che gli avvocati devono essere dalla stessa parte dei giudici e dei pubblici ministeri e dello stato. Gli avvocati non sono d’accordo. Volete voi la stessa cosa che vuole la Corte di Stato di Amburgo?

Volete forse dire: “ho catturato Tizio e sto per ottenere la verità dalla sua bocca ma tu ( avvocato) sei un ostacolo perché arrivi e ci impedisci di estorcergliela. Gli suggerisci di rimanere in silenzio, di non firmare confessioni, etc.”  SI, io l’ho fatto almeno 500 volte. Sono per questo un ostacolo alla ricerca della verità? Se è questo che intendete, allora si. Io faccio solo il mio lavoro.

Quando le miniere sono esplose a Soma, io sono andato lì immediatamente. Senza pretendere alcun compenso ho assistito le famiglie di quelli che morirono (301 persone). Oggi ben 30 persone da Soma sono qui e io sono loro grato per questo. Eppure il pubblico ministero mi accusa di averli difesi e assistiti solo per blandire l’opinione pubblica e costruire la mia immagine. Il pubblico ministero si vergogni!

In questa aula sono presenti avvocati stranieri e rappresentanti dei loro consigli dell’ordine,  chiedete pure loro se, nei loro rispettivi paesi, gli avvocati sono arrestati o picchiati per aver suggerito ai loro clienti di esercitare il diritto a rimanere in silenzio. Ovviamente non ho difeso solo persone innocenti, certamente sono in contatto con le organizzazioni i cui membri difendo e con i loro membri e leader! Che dovrei fare? Andare dal Pubblico ministero e dirgli “Hey, questo ragazzo ha un arma”? Volete che spii i miei clienti per voi?

Noi avvocati difensori siamo in un punto in cui si incontrano e si scontrano la violenza dello Stato e la violenza rivoluzionaria. E’ un campo difficile, è un lavoro complicato. C’è gente che con una bomba ammazza 100 persone, conoscete il nome dei loro avvocati? No! Accanto alla mia cella c’è un tizio che ha ammazzato 50 persone al Rehina Club. Conoscete il loro avvocato? No! E sono sicuro che quello che lui ha suggerito al suo cliente la stessa cosa che io ho suggerito ai miei”

Questi poliziotti che mostrano qui le loro armi, non le stanno puntando contro di me ma contro di Lei, sig. Giudice! E quando arriverà il momento le sue guardie del corpo si schiereranno con loro. Abbia coscienza di ciò, sig. GIudice.

Io non mi fido di Lei ( non certo di Lei personalmente) e non ho alcuna fiducia nel sistema, eppure non ho paura. Rimarrò in carcere tanto a lungo quanto sarà necessario.

Il mio pensiero va ai giovani avvocati, e se anche solo l’1%di loro si comporterà come gli ho insegnato, allora potrò essere  orgoglioso di quello che ho fatto. 

Io sono un socialista, Io voglio che i poveri e i lavoratori vincano e che il sistema cambi. Sono più preoccupato per lei, per la sua situazione. Non dimenticheremo quello che state facendo, nessuno di noi lo farà.”

 

[2] Eccone un breve sunto:” “ LA 26esima Corte Penale ha punto una giornalista con 2 anni di reclusione per aver scritto degli articoli su questo caso, per aver fatto il suo lavoro. Si, siamo socialisti.

Saluto (faccio il saluto militare a) Mustafa Suphi e i suoi compagni che furono uccisi per aver cercato di dare impulso al comunismo in Turchia all’inizio del 900.

Il 27 Settembre del 2017 le porte delle nostre case e dei nostri uffici sono state sfondate, ci hanno buttato sul pavimento e ci hanno ammanettato. Eravamo sopresi? No. Eravamo d’accordo? Certo che no. Perché questa operazione? Ogni anno è compiuta un operazione del genere contro le organizzazioni di sinistra; è un comportamento abituale della polizia. Così come quello di raccogliere testimonianze da testimoni segreti. Riesco ad intravedere due ragioni per questa operazione : 1) Nurige Gulmen e Semin Ozakca sono stati sentiti per la prima volta il 14 Settembre e noi eravamo i loro avvocati 2) Il ministro dell’interno ritiene il DHKP-C responsabile di tutta l’opposizione a lui contraria ed ha pubblicamente dichiarato: “Chiunque abbia mai avuto relazioni con questa organizzazione o che sia sospettato di averla avuta sarà arrestato prima di Novembre”. (Continua denunciando gli abusi dei PM e della polizia, degli arresti di giudici etc. e del fatto che pm e polizia siano troppo allineati. Cita le statistiche che dicono che il 76% delle persone fermate dalla polizia vengono arrestate dai PM, e successivamente il 56% degli arrestati vengono successivamente rilasciati dalle Corti.)

La giustizia dice che i difensori hanno gli stessi poteri del governo, e invece noi qui non abbiamo alcun diritto, alcun valore.

Voglio anche parlare del principio per cui la responsabilità penale è personale, beh!, nonostante io non non fossi nemmeno avvocato nel 2013 sono accusato di aver agito nell’’esercizio della mia professione proprio nel 2013! Il capo di imputazione dice che l’HHB è una costola del DHKP-C, la quale è un oprganizzazione criminale.

Io sono diventato avvocato nel 2016 e nel mio fascicolo c’è solo una cosa specifica contro contro di me: la dichiarazione di un testimone. Io non ero nemmeno avvocato nel 2013, per favore, guardate il mio fascicolo. Il fatto è che durante lo Stato di Emergenza … le cose capitano. Per esempio, i nazisti in Germania usavano una legge chiamata “rimozione dei problemi in Germania”; noi in turchia abbiamo i decreti emergenziali.

Nella cella accanto alla mia c’è un giudice, Mehmet Ekinci. Dice di essere pentito di molte sentenze emesse in passato.

Ovunque ci sia tortura, ovunque ci sia ingiustizia, noi siamo lì a difendere i diritti dei deboli. La mia organizzazione ha denunciato le torture commesse durante lo Stato di emergenza dopo il 15 giugno 2016.

L’alta Corte applica dei criteri specifici per determinare l’appartenenza ad organizzazioni terroristiche; ho provato ad applicare questi criteri alla mia persona ma non calzano.  Un grandissimo numero di giudici, impiegati statali, soldati, insegnanti sono stati licenziati per decreto. Noi siamo in galera perchè durante i processi che ne sono seguiti abbiamo parlato di queste cose, di lavori perduti, di soldi rubati, di ingiustizia e corruzione. Questo è il vero motivo. (Panoramica sui problemi finanziari del paese.)

Voglio citare il Giudice Renzi Sirih il quale ora è morto. Molti anni fa, intorno al 1980 ha rilasciato circa 70 prigionieri; Turgut Sunw, un generale del tempo, gli disse “ se ce lo avessi chiesto, ti avremmo spiegato il motivo per cui non avresti dovuto liberarli” e il giudice gli rispose “ Non mi servono le tue ragioni. Conosco la legge e questo è sufficiente”. Ed è prorpio su questo che voglio focalizzarmi, sul fatto che i Giudici danno troppo ascolto alle istruzioni del governo. Istruzioni che non arrivano certo per telefono, bensì per mezzo della creazione di un clima, di una atmosfera; istruzioni che arrivano per mezzo delle discussioni dopo il namaz del venerdì ed anche osservando quello che succede agli altri giudici.

Sono veri e propri messaggi subiminali.

Ad esempio: 3 giorni prima delle elezioni del 24 Giugno hanno organizzato una conferenza dal titolo “ I doveri di lealtà degli impiegati pubblici”.

Questo è uno dei modi attraverso cui mandano queste direttive subliminali.

Qual è il più grande problema del sistema giudiziario? Troppi casi? Troppo lavoro? No. Io credo che il più grande problema sia essere sottoposti al controllo del governo.

Appena dichiarato lo stato di emergenza hanno immediatamente cominciato a vietare agli accusati di vedere i propri avvocati, perché? Beh, per una di queste tre cose: 1) stai per torturarli; 2) vuoi costringerli ad accettare il crimine e dichiararsi colpevoli; 3) vuoi estorcere loro una confessione

Noi siamo in galera perché non crediamo nello stesso dio del governo in carica. Questo dio che dice che la povertà è colpa dell’inabilità e dell’incompetenza. Noi invece diciamo che la povertà è figlia dell’ingiustizia, causata dall’ineguale distribuzione della ricchezza e che in questo sistema non hai tempo di diventare ricco perché sei costretto a lavorare come uno schiavo

Vorrebbero che tutti noi (Giudici, pubblici ministeri e avvocati) ci comportassimo come dei robot, agli ordini del GIverno. E sebbene –probabilmente- una intelligenza artificiale potrebbe ben prendere il posto di un giudice, o di un pubblico ministero, non sarebbe in grado mai di sostituire un avvocato, soprattutto in un processo di natura politica come questo.

Adolf Hitler disse “ fino a quando obbedisci, non importa cosa pensi”

(Critica, poi, il presidente del consiglio dell’ordine turco ,Metin Feyziogh, il quale – dopo che 1488 avvocati dichiararono di essere stati torturati- sostenne che non vi fossero prove concrete.)

(Chiede alla Corte di non obbedire al governo e di agire con indipendenza, lamenta della manomissione delle prove e delle testimonianze estorte tramite tortura, tra cui quella di porre davanti al getto ghiacciato dell’aria condizionata il testimone dopo averlo bagnato, oltre ai pestaggi)

Siamo noi i veri patrioti, noi che combattiamo contro i fascismi e contro l’imperialismo.

Dopo nove giorni di fermo, un giudice mi ha rilasciato perché le prove contro di me non erano sufficienti. Il pubblico ministero si è opposto a questa decisione e così sono stato di nuovo arrestato, senza che alcuna nuova prova venisse prodotta. Le prove prodotte contro di me sono due: 1) La testimonianza di Berk Ercan; 2) il fatto di aver partecipato ad un funerale; come può essere un crimine questo? Un sacco di altra gente era a quel funerale, come può essere una prova? Oltre a questo, niente altro contro di me è stato prodotto e non so nemmeno come mai io sia capitato in questa indagine, visto che nel 2003 ero solo un ragazzo alle superiori!!

(purtroppo gli ultimi 10 minuti del discorso non sono stati tradotti, nemmeno per riassunto, perché la nostra interprete si è dovuta allontanare)