MANAGE
CERCA
Altro in Iniziative
Da Guantanamo ad Hansar III
La forza e il diritto
Questione Giustizia
 19 pagine  (273 risultati)
Diritti sindacali in Turchia
Redazione 25 maggio 2008 19:40
Pubblichiamo la lettera inviata dall'AEGDU (Associazione europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo) in merito alle violenze della Polizia in occasione del 1° maggio 2008.

Sig. Primo Ministro,

l’Associazione europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo protesta fortemente contro la violenza cui sono ricorsi la polizia turca antisommossa e i corpi di sicurezza contro i sindacalisti che intendevano partecipare a una manifestazione per la Festa del Lavoro il 1° maggio 2008 ad Istanbul. Secondo il Governatore di Istanbul Muammer Guler sono 530 i dimostranti arrestati e 38 quelli feriti. Secondo altre fonti, tuttavia, i numeri sono ben più alti.
Secondo le informazioni in nostro possesso, la polizia turca ha fatto uso di manganelli, spray al pepe, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua con colorante rosso per disperdere la folla di giovani e lavoratori che tentavano di raggiungere piazza Taksim. Gli uffici del sindacato DISK venivano completamente bloccati dalle forze di sicurezza con transenne ed agenti in modo tale da non permettere l’accesso ed uscita ad alcuno. Ciò è stato fatto nonostante i sindacati avessero annunciato la propria disponibilità a radunarsi in altro luogo, temendo che, dato il grande spiegamento di forze attuato, ne sarebbero derivati danni notevoli e rischi per passanti e negozianti. La polizia ha continuato ad usare il gas lacrimogeno nonostante l’edificio fosse pieno di gente. Alla fine, molte persone sono state ferite, funzionari dei sindacati affiliati a DISK e KESK sono stati tratti in arresto e bastonati, e ai dirigenti di tali sindacati è stato impedito di recarsi in un luogo più sicuro.
Signor Primo Ministro, le immagini mostrate nel mondo intero lasciano pochi dubbi sul fatto se la forza utilizzata fosse o meno eccessiva. I rapporti redatti dai sindacati turchi sono stati confermati da una dichiarazione dell’Ordine degli avvocati del Foro di Istanbul, che parla anch’essa di uso eccessivo della forza.
Come giuristi democratici per democrazia e i diritti umani provenienti da quindici Paesi europei insistiamo sulla natura di pilastri veri e propri della democrazia costituiti dalla libertà di assemblea, libertà di associazione e libertà di espressione. Già nel 2007 più di 700 persone erano state arrestate durante la manifestazione del primo maggio ad Istanbul. Come giuristi riteniamo che la continuazione dell’abuso avvenuta quest’anno e la violazione del diritto internazionale ed europeo che anche la Turchia si è impegnata ad applicare, siano intollerabili. La Commissione europea ha affermato nel suo rapporto del 2007 che la Turchia non ha pienamente applicato le Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Dati i fatti del 1° maggio, il rapporto del 2008 non potrà dire nulla di diverso. Inoltre, il Parlamento europeo ha affermato, nella sua risoluzione del 21 maggio 2008 che “è preoccupato per l’eccessiva forza usata dalla polizia turca contro i dimostranti alla manifestazione del 1° maggio ad Istanbul; riafferma che la libertà di associazione e il ruolo pacifico dei sindacati costituiscono diritti fondamentali ai sensi della Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali”.
Pertanto La invitiamo a garantire l’applicazione da parte del Suo Governo che dei principi di libertà di associazione e i diritti sindacali fondamentali racchiusi dalle Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro che la Turchia ha ratificato. Concordiamo pienamente con la richiesta del Parlamento europeo che, se davvero il 2008 deve essere l’anno delle riforme in Turchia, come da Lei stesso annunciato, signor Primo Ministro, il governo turco “adempia le sue promesse facendo uso della sua forte maggioranza parlamentare per portare a termine le riforme che sono cruciali per trasformare la Turchia in una democrazia prospera e moderna basata su uno Stato laico e una società pluralista”

Il segretario generale, Thomas Schmidt