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I G.D. sottoscrivono gli appelli all'OSCE contro il clima di odio e le violenze razziste contro migranti e minoranze in Italia e contro la criminalizzazione della solidarietà attuata mediante la campagna diffamatoria nei confronti delle ONG che procedono al salvataggio dei migranti e alla difesa dei diritti umani in genere
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I G.D. sottoscrivono gli appelli all'OSCE contro il clima di odio e le violenze razziste contro migranti e minoranze in Italia e contro la criminalizzazione della solidarietà attuata mediante la campagna diffamatoria nei confronti delle ONG che procedono al salvataggio dei migranti e alla difesa dei diritti umani in genere
Redazione 17 settembre 2018 17:41
Il primo appello è stato firmato dai Giuristi Democratici insieme a varie organizzazioni della società civile per denunciare al meeting dell’OSCE in corso a Varsavia l’istigazione alla violenza razzista nei confronti dei migranti che si sta malaugaratamente diffondendo nel nostro Paese.
Il secondo è stato firmato dai Giuristi Democratici insieme avarie organizzazioni della società civile per denunciare al meeting dell’OSCE in corso a Varsavia la criminalizzazione della solidarietà in atto in Italia mediante la campagna diffamatoria nei confronti delle ONG che procedono al salvataggio dei migranti e alla difesa dei diritti umani in genere.
L’appello alla società civile europea contro l’aumento degli episodi di violenza razzista che si registrano nel nostro paese.  
 
Sono circa 40 le prime associazioni e organizzazioni della società civile italiana a firmare e inviare un appello urgente e preoccupato all’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e alla società civile europea sulla situazione di incitamento all'odio e violenza razzista contro migranti, rifugiati e minoranze rom nel nostro paese.  Una situazione sempre più grave che necessita di misure adeguate, mentre il nostro Governo continua addirittura a negarne l’esistenza. 
Dall’inizio dell’anno si sono registrati infatti un numero crescente di attacchi razzisti che hanno visto il culmine negli episodi di Macerata (3 febbraio 2018, dove 6 rifugiasti sono stati gravemente feriti a colpi di arma da fuoco da un estremista di destra), nell’omicidio di Idy Diene, senegalese regolarmente residente a Firenze, avvenuta per mano di un sedicente aspirante suicida all’indomani delle elezioni politiche italiane (5 marzo 2018),  e all’omicidio di Soumaila Sacko, maliano di 29 anni, operaio e sindacalista, ucciso a San Calogero, area rurale della Calabria (2 giugno 2018). 
Accanto a questi fatti, eclatanti, tante le aggressioni fisiche (se ne contano già 33) avvenute in Italia. Violenze che hanno spinto anche l’Alto Commissario per i Diritti Umani dell’ONU, Michelle Bachelet, ad annunciare l’invio di personale delle Nazioni Unite in Italia. Il governo italiano ha definito le parole della rappresentante ONU “inappropriate” ed ha minacciato di tagliare i fondi italiani destinati all’agenzia internazionale. Tutto questo, si legge nell’appello, non fa altro che aumentare il clima di intolleranza in cui proliferano questi attacchi razzisti.  
L’appello chiede dunque “di fare pressione sul governo italiano affinché adotti misure urgenti per contrastare queste violazioni dei diritti dei gruppi interessati. È urgente che il governo rispetti i suoi obblighi di proteggere la vita e la proprietà di tutti, indipendentemente dal loro status di migranti o cittadini e invitiamo tutti gli attori interessati a sostenere i nostri sforzi per garantire la protezione ai sensi della legge per i più vulnerabili”.
L’appello sarà letto durante l’incontro “Human Dimension Implementation Meeting 2018” (Varsavia 10- 21 settembre), la più grande conferenza annuale sui diritti umani e la democrazia in Europa, organizzato ogni anno dall'Ufficio di presidenza dell'OSCE per le istituzioni democratiche ei diritti umani (ODIHR). L’incontro prevede la partecipazione dei 57 Stati partecipanti all'OSCE, i partner per la cooperazione dell'OSCE, le strutture dell'OSCE, la società civile, le organizzazioni internazionali e altri attori impegnati in questo ambito, per discutere le sfide associate, condividere le buone pratiche e formulare raccomandazioni per ulteriori miglioramenti. 
 
Queste le prime organizzazioni firmatarie: 
COSPE onlus, Lunaria, Rainbow4Africa NGO, LasciateCIE entrare, A Sud, Associazione K_Alma, AIDOS, ForumSaD - Forum Permanente per il Sostegno a Distanza,  Progetto Diritti , Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Sea Watch, Yaku, INTERSOS, Agenzia Habesha, Associazione Laudato si’, Osservatorio Solidarietà, ADIF-Associazione Diritti e Frontiere, A Buon Diritto, AOI, ARCI, Terra Nuova, Rete italiana di solidarietà  Colombia Vive!, Un Ponte Per, Be free cooperativa, Associazione per gli Studi giuridici sulla Immigrazione (A.S.G.I), Proactiva Open Arms, Terre des Hommes, Amnesty International Italia, Greenpeace Italia, Antigone, Centro Astalli, Emergency, Rete della Pace, Concord Italia, Associazione Carta di Roma,  Associazione Museo Migrante, Casa della carità di Milano, Jugend Rettet, Giuristi Democratici, Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, CIPSI, Action Aid.

Di seguito, il testo di questo primo appello.

 

For distribution at the OSCE-DIHR:

Human Dimension Implementation Meeting 2018

10 – 21 September 2018

Warsaw, Poland

 

Situation of incitement to hate and racist violence against migrants, refugees and Roma minorities – an appeal by Italian civil society organizations (CSOs).

 

The undersigned organizations are seriously concerned about the widespread public expression of hate and related violence recorded in Italy since the beginning of this year. The first six months of 2018 have witnessed an unprecedented number of violent and lethal attacks against Black African migrants, refugees and asylum seekers. The Roma populations and other third country nationals have also been targets of similar aggressions on various occasions. These attacks have been preceded by a year-long political and social media campaign inciting to hatred and criminalizing these groups, in the context of the so-called ‘migration crisis’ and for purposes of building political consensus.

On 3 February 2018, in the city of Macerata in Central Italy, a far right extremist shot and seriously wounded in ten different locations in the city, six asylum seekers (five men and a woman) from five African countries. The gunman drove around the city shooting at sight all the Blacks he came across. He handed himself over to the Police in front of the Monument of the Unknown Soldier (Monumento dei Caduti), shrouded in the Italian national flag and making the Fascist salute. This was in the run-up to national elections that took place characterized by massive use of anti-migrant and xenophobic rhetoric by far-right politicians, notably among them, the current minister of Internal Affairs. The shooter has repeatedly said through his lawyer that he has no regrets for his act and has received expressions of support from many on social media.

On 5 March 2018, a day after the national elections recalled above, a legally resident Senegalese migrant, Idy Diene, was murdered by multiple gunshots on a bridge in Florence on his way to work. The killer, a 63-year old Italian man, declared soon after arrest that he had decided to commit suicide that morning due to economic difficulties but had soon realized he could not muster the courage to shoot himself. So decided to shoot the first person he would meet on leaving his home, in order to be arrested by the Police. CCTV recordings featuring the killer from his home to the bridge where the Senegalese man was murdered show that the victim was the seventh and the only Black person he met on his way. Publicly available information so far indicate that the Public Prosecutor has not asked for the aggravating circumstance of racially motivated murder. A similar coldblooded murder of two Senegalese migrants and the injuring of three others occurred in Florence in December 2011 at the hands of a publicly known far-right extremist who later shot himself.

Another case of murder of a Black African migrant occurred on 2 June 2018 on the outskirts of the small agricultural town of San Calogero in Calabria, Southern Italy. A 29-year old legally resident Malian farm labourer and trade union activist, Soumaila Sacko was shot and killed and two of his friends wounded by gunshots around an abandoned bricks factory where they went to collect corrugated aluminium sheets for a makeshift shelter. The killer was an Italian from the area who collected various materials for personal use from the same abandoned factory without having any title to the property.

Beginning from early June until the end of August, this wave of violence against persons of African descent, migrants, refugees, asylum seekers and the Roma took on a new dimension with 33 cases of aggression by firearms or airguns and physical assault. In spite of this upsurge in violent attacks against these groups, the Government and in particular, the Internal Affairs minister continues to deny these attacks are racially motivated. This refusal to acknowledge the existence of the problem by the Government is particularly disturbing as it conveys a message of impunity to potential attackers and heightens the chances of other attacks, if only by emulation, as offenders may feel legitimized to attack people they perceive as migrants though some victims are Italians from immigrant backgrounds.

The latest such denial of the problem of racist violence by the Government occurred on 10 September 2018 following the mention, by the UN High Commissioner for Human Rights, Michelle Bachelet, in her address to the 39th Session of the UN Human Rights Council, of reported cases of violence against migrants, persons of African descent and the Roma. The minister of External Affairs described the comment by the High Commissioner as ‘hash and inappropriate’ while the Internal Affairs lashed out against the UN as an institution describing it as ‘prejudiced and misinformed’ and went on to threaten to cut-off financial contributions to the body. These kinds of statements by institutional representatives and discourses by prominent politicians contribute to feeding the escalation of intolerance and hostility towards migrants, asylum seekers and refugees.

We are particularly concerned about this situation of persistent incitement to hate against migrants, refugees, asylum seekers and the Roma not only for the danger it constitutes for potential victims of aggression but also for the threat it poses to cohesion in local communities. The Government’s denial of the existence of the problem risks exacerbating an already bad situation.

For these reasons, we urge the international community, in particular, OSCE – ODIHR and European civil society organizations to join us in putting pressure on the Government of Italy to adopt urgent measures to counter these violations of the rights of affected groups. There is an urgent need for the Government to respect its obligations to protect the lives and property of all irrespective of their status as migrants or citizens and we urge all relevant actors to support our efforts to ensure protection under the law for the most vulnerable.

Rome, 12 August 2018.

 

Signatory organizations:

COSPE onlus, Lunaria, Rainbow4Africa NGO, LasciateCIE entrare, A Sud, Action Aid, Associazione K_Alma, AIDOS, ForumSaD - Forum Permanente per il Sostegno a Distanza,  Progetto Diritti, Cisda, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Sea Watch, Yaku, INTERSOS, Agenzia Habesha, Associazione Laudato si’, INTERSOS, Osservatorio Solidarietà della Carta di Milano, ADIF-Associazione Diritti e Frontiere, A Buon Diritto, AOI, ARCI, Terra Nuova, Rete italiana di solidarietà  Colombia Vive!, Un Ponte Per, Be free cooperativa, Associazione per gli Studi giuridici sulla Immigrazione (A.S.G.I), Proactiva Open Arms, Terre des Hommes, Amnesty International Italia, Greenpeace Italia, Antigone, Centro Astalli, Emergency, Rete della Pace, Concord Italia, Associazione Carta di Roma,  Associazione Museo Migrante, Casa della carità di Milano, Jugend Rettet, Giuristi Democratici, Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Human Rights International Corner ETS.

 

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Qui di seguito, invece, il testo del secondo appello per denunciare al meeting dell’OSCE in corso a Varsavia la criminalizzazione della solidarietà in atto in Italia mediante la campagna diffamatoria nei confronti delle ONG che procedono al salvataggio dei migranti e alla difesa dei diritti umani in genere. 

 

Human rights implementation meeting 2018

10 - 21 September 2018

Warsaw, Poland

 

Human rights at borders - the criminalization of solidarity

an appeal by Italian civil society organizations (CSOs).

 

Many Italian organizations working for the protection of human rights (including the Observatory on Solidarity of Milan , Alter Ego – Fabbrica dei diritti and other organizations) have repeatedly denounced the protracted stygmatization and criminalization of humanitarian workers, human rights defenders and ordinary  citizens, both at land and sea borders.

During 2017 and 2018 citizens or solidarity organizations, who have assisted or simply helped migrants to survive have been  frequently criminalized and brought to courts, especially at the borders, in Ventimiglia or in the Alps, on the border with France and Switzerland.

Frequent, media and some political leaders’ public attacks and accusations of being “pull” factor or even worse colluded with traffickers have  generated a climate of mistrust and suspicion towards the work of these defenders of the rights of people on the move. This situation, already evident more than a year ago, and has now worsened to the extent that from criminalization we have observing an abrupt swift to mere “denial” of the right to provide solidarity. International Rescue NGOs are for instance barred for entering Italian harbors with their vessels with rescued migrants on board.

We would like to express concern about current and potential future risks of this dangerous phenomenon. 

As matter of fact, the activities of volunteers and voluntary associations create a fundamental link in the current society, producing a process that guarantees democratic principles.

Actually, humanitarian actors are necessary also to reveal institutional abuses, activating processes of control over the legitimacy of State actions, through appeals to national and international judges. Humanitarian action, even in the form of volunteering, is an essential instrument to counteract processes that risk drifting towards authoritarianism and sovereignty.

For this reasons we consider humanitarian action a fundamental element for the structure of modern democracies. The Observatory, together with a wide range of Italian and international associations, has also closely monitored the activities of NGOs that have been progressively barred from their search and rescue activities in the central Mediterranean area, denouncing the various cases of  ports closure, and the criminalization of humanitarian actors.

We need a timely intervention of  international bodies, as already announced by the High Commissioner for Human Rights, to ensure a constant monitoring of the Italian situation with reference to  international obligations to respect  human rights at the sea and land borders and also on the side of compliance  with  solidarity obligations established by the European and international treaties and conventions.

 

We ask:

  1. To use all its capacity to contribute to stop, prevent and fight the criminalization of human rights defenders, solidarity and humanitarian aids, and ensure the full respect of the OSCE/ODHIR Human Rights Defenders’  guidelines in Italy
  2. To protect the respect human rights of the people on the move at the borders and during their stay in Italy.
  3. To promote the reform of the Dublin Treaty, assuring the duty of relocation of migrants.
  4. To protect and contribute to ensure the continuation of NGO’s Search and Rescue activities at sea in the Central Mediterranean.

 

Milan/Warsaw, September 2018

 

Signatory organizations:

Adif-Associazione Diritti e Frontiere, Alter Ego – Fabbrica dei diritti, A buon diritto, Articolo 21, Action Aid, Associazione Laudato sì, Centro Astalli, Cisda, Cospe Onlus, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, ForumSaD, Giuristi Democratici, Human Rights International Corner ETS, INTERSOS, Libera associazioni nomi e numeri contro le mafie, Osservatorio Solidarietà della Carta di Milano, Emergency, ForumSad, Proactiva Open Arms, Rainbow 4 Africa NGO, ForumSaD - Forum Permanente per il Sostegno a Distanza,  Progetto Diritti ,  Terre des Hommes, Amnesty International Italia, Greenpeace Italia, Antigone, Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Sea Watch, Un Ponte Per...