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Chiudere i CPT
Redazione 19 dicembre 2005 3:10
Lettera inviata dai Giuristi Democratici e dall'ASGI ai rappresentanti dei partiti impegnati a definire il programma dell'Unione.
Nell'allegato un testo dell'ASGI e l'appello firmato da varie associazioni nel luglio 2005 "Chiudere la stagione del diritto speciale dei migranti".

PER UNA RIFORMA DELLA NORMATIVA IN TEMA DI IMMIGRAZIONE

Nel richiamare innumerevoli prese di posizioni e documenti (v. allegati), appare opportuno ribadire fermamente :
L'istituzione dei CPT rappresenta una ferita aperta nel sistema giuridico italiano, in quanto ha determinato per la prima volta l'introduzione della « detenzione amministrativa » , essendo prevista la privazione totale della libertà della persona in assenza di reato: le modifiche introdotte dalla L.Bossi Fini, con la conseguente introduzione di reati puniti con pene pesantissime in relazione al mancato allontanamento volontario del soggetto espulso, ne hanno esteso ancor più la portata rendendoli sempre più intollerabili;
Essi sono in realtà dei luoghi di "non diritto" , e la loro mancanza di trasparenza è cosi' evidente e drammaticamente dimostrata dai tragici eventi occorsi a Trapani, a Lampedusa, a S.Foca.
I CPT sono inoltre inefficaci : pur nella incertezza delle statistiche, lo stesso rapporto 2004 della Corte dei Conti, oltre a stigmatizzare la difficoltà di ricevere dati , mette comunque in rilievo come molto meno della metà delle persone trattenute vengano poi effettivamente espulse. Questo significa che il trattenimento delle persone, previsto all'unico scopo di eseguire l'espulsione, non solo fallisce gravemente nell' obbiettivo prefisso, ma determina la trasformazione della detenzione amministrativa in una vera e propria pena, comminata in assenza di reato.
E questo appare ancor piu' intollerabile se si considerano i costi di tali strutture: recenti ricerche (v. ICS) hanno messo in rilievo come il costo medio giornaliero del mantenimento di un richiedente asilo si aggiri intorno ai 25 euro, mentre il costo medio di mantenimento di una persona all'interno di un CPT sia intorno ai 71 euro, e questo senza considerare il notevolissimo costo delle forze di polizia appositamente dislocate.
L'iniquità e la miopia della attuale politica che fa della espulsione l'unico mezzo di governo del fenomeno della immigrazione è evidente.
Sono infatti previste ben sei forme diverse di espulsione : espulsione come misura di sicurezza, espulsione come misura alternativa alla detenzione, espulsione come sanzione sostitutiva della detenzione, espulsione del Ministro dell'Interno per ragioni di ordine pubblico e sicurezza dello Stato, espulsione amministrativa del Prefetto e, ultima arrivata, espulsione per motivi di prevenzione del terrorismo. Si consideri inoltre che l'espulsione del Prefetto, la più comune, viene prevista come sanzione identica per ipotesi diversissime, che vanno dall'ingresso totalmente clandestino alla perdita del lavoro, in fase di rinnovo del permesso di soggiorno, per un periodo superiore a sei mesi.
E' pertanto assolutamente necessario riformare radicalmente l'istituto della espulsione, correlandolo con adeguate ed efficaci politiche di ingresso legale « conveniente », nonchè con forme di regolarizzazione a regime : deve conseguentemente restare uno strumento del tutto residuale, da applicare in casi di evidente gravità e la cui esecuzione deve avvenire nel rispetto assoluto dei termini costituzionali di difesa e tutela della libertà della persona.

Dicembre 2005
Lorenzo Trucco Presidente ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione)
Roberto Lamacchia (Portavoce Associazione Giuristi Democratici)